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Lotta di Classe: la C non sarà mai una 190. - Superpista
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Lotta di Classe: la C non sarà mai una 190.

Nella primavera del 1993, quando la Mercedes 190 era ancora nel pieno della propria bellezza e contemporaneità, mostrandosi agguerritissima al DTM, nonostante il peso di 10 anni addosso e un solo restyling, capace di migliorarla e di mantenerla competitiva sui mercati, la Classe C fece la sua prima apparizione.

L’eredità da raccogliere era molto difficile, perché la 190 fu una rivoluzione, nella Casa di Stoccarda, e inaugurò un nuovo corso, anche se il design era l’evoluzione, in una scala ridotta, della W126 del 1979, ancora ben lungi dal chiamarsi Classe S. 

Innanzitutto, la Classe C fu proprio la prima Mercedes a introdurre il concetto di Classe, pur ripetendo le stesse mosse della ante S e della 190, in termini di uscite sul mercato, oltre a introdurre una versione station wagon, non prevista dalla 190, e nemmeno ipotizzata.

La Classe C non è riuscita a diventare un oggetto di culto, rispetto alla Baby Benz, e non è nemmeno lontanamente immaginabile, anche oggi, a quasi 26 anni dal debutto, un innalzamento consistente del suo valore, nel mercato delle youngtimer, perché non ha saputo infondere lo stesso senso di sorpresa, di freschezza e di novità che accompagnò la 190, per un decennio intero, divenendo il sunto stesso dell’essere yuppie, dell’essere anche dirompenti, eleganti e sportivi al tempo stesso.

Un equilibrio mai più raggiunto, forse addirittura dalla stessa Mercedes Benz, che proseguì con la filosofia di ridimensionamento e di posizionamento del Brand in fasce più pop, prima ancora che popolari in senso stretto.

Basti pensare alla prima Classe A, al design e alla cartella colori con cui venne introdotta sul mercato.

A proposito di colori e di combinazioni: la Classe C ebbe un merito, almeno all’inizio: introdurre una nuova gamma cromatica all’interno di una Casa nota per la sua austerità.

Nel 1993, e per i primi anni di vita, venne proposta in ben 4 allestimenti: 

Classic

Esprit 

Sport

Elegance 

A dire il vero, la clientela non sapeva riconoscere le differenze sostanziali tra l’uno e l’altro, e fu il motivo per cui la differenziazione di scelta non durò a lungo, almeno in questa forma.

Tuttavia, furono per la prima volta introdotti colori tipicamente anni ’90, molto Swatch, quasi a sottolineare che, di lì a poco meno di un lustro, sarebbe nata la Smart.

Al lancio, era facile imbattersi in Classe C di un giallo sospeso tra il limone e il lime, con interni a scacchi, oppure di un rosso che solitamente era relegato ai mercati nordici, e non sdoganato sul piano internazionale.

Su questo, fu una rivoluzione.

Ma è inutile sottolineare che, in Italia, fu un trionfo di argento metallizzato, di blu metallizzato e, cosa un po’ fuori dal comune, di un bel verde che seppe caratterizzare quasi tutte le Elegance distribuite sul suolo nazionale.

A pochi giorni dall’anniversario della nascita di Lucio Battisti, piace sottolineare che la Classe C fu l’ultima automobile in cui l’abbiamo visto al volante. Era Verde metallizzato, con gli interni in pelle nera, oltre alla ancora ricercata radica sul cruscotto e tunnel centrale. Era una Elegance.

Fu anche scelta da Mogol, post restyling, in versione Sport, argento metallizzato.

Ma la vera chicca, in tutta la gamma, rimane la C36, soprattutto se gialla.

Sapendo che, a livello ufficiale, si sarebbe potuto esagerare e puntare sul fucsia, con interni abbinati.

Forse, per trovarne una, o quel che ne rimane, bisogna cercare sul mercato tedesco.

Enzo Bollani | Milano, 7 marzo 2019.

 

Enzo Bollani

enzo.bollani@superpista.it

Enzo Bollani nasce a Milano in una sera di maggio del 1981, quindi può definirsi un Youngtimer. Progettista, Musicista e organizzatore, ha esordito nel 1997 nel mondo della Televisione e della Discografia, lavorando principalmente in Rai e con artisti del calibro di Adriano Celentano, Lucio Dalla e David Bowie. Avrebbe voluto essere Architetto a tutti gli effetti, ma al momento disegna biciclette. Opera principalmente a Milano, ma è costantemente in movimento. Ha inventato questo simpatico sito, oltretutto.

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