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la Coerenza, prima di tutto. - Superpista
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la Coerenza, prima di tutto.

Nei giorni in cui salutiamo Ferdinand Piëch, Volkswagen reintroduce il nero nel suo marchio. Non è un segno di lutto, quanto di trasformazione e di coerenza, casualmente rimarcata in questo frangente.

Dopo anni di tonalità di azzurro e blu, per non dire decenni, visto che il blu ha fatto la sua comparsa nel 1967, si assiste a quello che appare come un ritorno al Passato, ma che rappresenta una svolta cromatica per una Casa che ha fatto della Qualità la propria bandiera, il proprio sinonimo, e che ora cerca di riappropriarsi della sua seconda caratteristica somatica principale: la pulizia formale.

La linearità e l’essenzialità tornano quindi a farla da padrone, anche se ciò non si è particolarmente notato, soprattutto in alcuni ultimi prodotti, come la T-Roc e la T-Cross, a tratti barocche e non così coerenti con il DNA Volkswagen, ma va sottolineato che il debutto ufficiale del nuovo marchio avverrà sul prodotto più importante di tutta la gamma, il brand nel brand: la Golf.

Ci sono molte speranze sulla Golf 8, ormai cannibalizzata da una concorrenza interna ed esterna sempre più aggressiva, e dal dilagare dei SUV non SUV, a Due ruote motrici e non, incapaci in ogni caso di performance da off-road ma richiesti anche e soprattutto dalla clientela femminile e dalle giovani famiglie. La Golf 7, pur disegnata da De Silva, ha rilanciato il modello in modo più che decoroso, dopo l’ingloriosa sesta serie, più assimilabile a un restyling della quinta, che a una novità vera, ed è con lei che si cerca di risollevare l’immagine del colosso di Wolfsburg, che non può vivere su SUV e Suvettini, e che per ora vanta un’ottima Polo, una Passat finalmente tornata in forma (esclusa la berlina, non pervenuta in Italia, sul piano delle vendite) e che ha perso per sempre il Maggiolino, fortemente voluto da Piëch in era New Beetle, e finito per essere schiacciato da se stesso, e dall’incapacità dei designer nel progettare una linea valida, oltre al marketing, pessimo.

Ergo, tornando al Marchio, va sottolineato che la scelta della bidimensionalità sia coerente con il trend attuale, con le mode del momento e con il corso intrapreso da tutti i brand nell’arco degli ultimi 4 anni. Non rappresenta una novità sensazionale, ma rappresenta comunque una certezza, dopo l’opus incertum di continui riflessi e riflessini, di tridimensionalità da App del 2009 e di studi sulla resa cromatica, che inevitabilmente scompare, nelle prove di stampa e nell’uso Social quotidiano.

Se il nuovo-vecchio Marchio rappresenta la svolta, allora si apprezza la coerenza con ciò che Volkswagen è stata, e che si spera possa tornare ad essere, senza inutili dispersioni di prodotti e senza trascuratezze come la breve vita dell’ultimo Maggiolino, lanciato e dimenticato dopo pochi minuti. Che la Golf sia con noi, sempre. E che sia sempre la Golf.

Quella che ha riscritto la Storia del suo segmento, partendo da Piëch, da Giugiaro e dalla Fiat 128.

Enzo Bollani. Sirmione, 28 agosto 2019.

Enzo Bollani

enzo.bollani@superpista.it

Enzo Bollani nasce a Milano in una sera di maggio del 1981, quindi può definirsi un Youngtimer. Progettista, Musicista e organizzatore, ha esordito nel 1997 nel mondo della Televisione e della Discografia, lavorando principalmente in Rai e con artisti del calibro di Adriano Celentano, Lucio Dalla e David Bowie. Avrebbe voluto essere Architetto a tutti gli effetti, ma al momento disegna biciclette. Opera principalmente a Milano, ma è costantemente in movimento. Ha inventato questo simpatico sito, oltretutto.

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