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Un'avventura: Spaghetti Raid. - Superpista
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Un’avventura: Spaghetti Raid.

Non chiamatelo raduno… non chiamatela gara… è un’Avventura, con la A maiuscola… e il suo nome è Spaghetti Raid. 

Se voleste partecipare ricordate che non esiste un podio… non esiste una graduatoria… vige solo una regola… “Arrivare fino in fondo”! 

Si è tenuta con questo spirito l’edizione 2019 dello Spaghetti Raid nel terzo weekend di settembre, nato goliardicamente come ritrovo tra “pazzi” possessori di auto d’epoca stravaganti, quest’anno ha vantato la bellezza di 120 equipaggi schierati (uno dietro l’altro) sulla riga di partenza.  

Unica regola? Presentarsi al Via a bordo di auto o furgoni di piccola cilindrata e dal valore contenuto costruiti prima del 1999. Quest’anno la prima a partire è stata, ad esempio, una Topolino del 1948 che… è anche arrivata gloriosamente in fondo!

Il tragitto? Ogni anno cambia. Ma comunque sempre un attraversamento della nostra penisola nella sua larghezza, un “Coast to coast” insomma. Quest’anno si partiva dalle cime del Passo dell’Abetone, in Toscana, per arrivare lungo un percorso tortuoso su stradine secondarie fino al Mare Adriatico, a Cattolica, in Romagna. 

Purtroppo non tutti ce l’hanno fatta… alcuni si sono ritirati per diversi motivi lungo il tragitto: chi si è perso, chi si è fermato per guasti. Ma tutti quelli che ce l’hanno fatta… si sono divertiti un mondo! 

Non è una gara, ma un po’ di spirito competitivo aleggia nell’aria per tutta la giornata! Da quando, ogni 30 secondi, fanno partire scaglionate le auto dalla più vecchia alla più giovane, ogni occasione è buona per scalare marcia e superare l’auto che precede perché in salita non arrampica a dovere sempre mantenendo però un comportamento rispettoso della legge e del traffico lungo queste strade. 

Di certo è che deve esistere una profonda intesa con la propria auto per affrontare un’avventura del genere. Bisogna conoscerne i limiti, i pregi e i possibili difetti. Perché a questo si va incontro…. A un’avventura vera e propria. 

Alla linea di partenza io mi sono presentato a bordo della mia Ford Fiesta L Mk1 del 1980 tutta bardata per l’occasione. Bardata sì, perché tutte le auto sono agghindate con qualcosa di estroso e appariscente per l’evento. C’è chi lega sul portapacchi una canoa, c’è chi ha come copilota una bambola gonfiabile… non c’è limite alla pazzia! 

La mia Fiesta che già con la sua livrea arancione è molto appariscente, era accessoriata anche con un bel portapacchi vintage con sopra un paio di sci altrettanto vintage, uno skateboard vintage e una valigia ovviamente vintage. Numero 53 come il mitico Maggiolino Herbie sulle fiancate (che ho “rubato” sbeffeggiante a tutti gli altri maggiolini partecipanti), croci sui fari anteriori, cerchioni dorati… e tanta ignoranza a bordo! 

“Arancia Meccanica” si chiamava il nostro team!  

Passeggeri? Oltre al mio copilota (in carne e ossa), sul sedile posteriore erano ospiti Babbo Natale e l’Orso Polare. In 4 il divertimento è assicurato…

E via che si parte. 

Ci abbiamo messo 9 ore e mezza a terminare tutto il lungo tragitto lungo il quale nei  9 check point bisognava vidimare il Road Book per testimoniare il passaggio nelle tappe prestabilite. 

Durante questo viaggio incontri persone favolose, matte altrettanto quanto te (se non di più). Si fanno incontri, si raccontano esperienze, si creano rapporti. 

Si viaggia, si “gareggia”, ci si ferma, ci si aiuta… tutti con l’obiettivo di riuscire ad arrivare. 

I passanti guardano incuriositi questa strana ed irregolare carovana che passa strombazzando nei piccoli ed isolati paesini dell’Appennino… Abbiamo anche confuso una signora anziana che nel vedere sci sul tetto ci ha domandato se fossero “sci da erba”… Forse se l’era fumata quell’erba… chissà! 

Siamo arrivati trionfanti all’arrivo guerreggiando con un’arzilla e instancabile Simca bianca e un Maggiolino nero molto cattivo. Abbiamo “combattuto” fino alla fine… ci siamo superati di continuo… e siamo arrivati insieme all’arrivo, tutti e tre. E dopo le bandiere siamo scesi e ci siamo stretti la mano! Siamo arrivati comunque insieme! 

Un’evento unico che ci ha lasciato molto. Nuovi amici, nuove esperienze, un’atmosfera pazzesca. Non il solito raduno. Non il solito rally da gentleman. Una’esperienza da ripetere assolutamente l’anno prossimo! E alla fine? Tutti a tavola a ridere della fantastica giornata passata insieme… 

Marco Bellotti. Pontremoli, 24 ottobre 2019.

Redazione

redazione@superpista.it

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