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Padova Padova, una settimana dopo. Chi ha venduto? - Superpista
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Padova Padova, una settimana dopo. Chi ha venduto?

L’ALTRA FIERA AUTO E MOTO D’EPOCA DI PADOVA: un’analisi attenta, a distanza di una settimana dalla chiusura della kermesse.

Lo confesso: sono un un cagacazzi.

Sono uno che deve sempre per forza di cose appassionarsi a cose strane, strade poco battute, argomenti che normalmente non si fila nessuno.

Con la musica è sempre stato così, più o meno.

Con le auto poi idem. Con patate, e moltiplicato a N infinito.

Per cui vi farò il mio report da Padova, che non sarà fatto di sgargianti F40, ne di sempiterne 911. Oltretutto il Deltone non lo sopporto piu’.

Ma tranquilli: le altre due le adoro!

Fiera Auto&Moto d’epoca di Padova, è prima di tutto la fiera della speculazione. Il ritrovo di tutti i business man che negli ultimi dieci anni hanno drogato questo mercato. Qui potrete ammirare Giulietta Spider battute a peso d’oro, e annunci demenziali. Spesso però con la scritta “SOLD/VENDUTO” sotto, ma vabbè.

Però è anche vera una cosa: Fiera Padova può anche essere vissuta come un gigantesco museo itinerante, un luogo dove vedere “robe” che solitamente trovate su Wikipedia e non sulla vita reale. 

Anzi, vi voglio proprio invogliare a venire qui il prossimo anno, e nel frattempo vi metterò qui anche qualche recensione di un po’ di ristorantini a due passi dalla fiera, tanto per beccolare qualcosa in serata.

Per cui è venerdì, fanculo tutti e seguitemi in questa “Padova 2019-Snob Edition”.

QVALE MODENA MANGUSTA. Per farsi una cultura automobilistica, AlVolante è spazzatura, e su questo non ci piove. Tuttavia un merito ad AlVolante lo dobbiamo riconoscere: i listini illustrati. Ecco, nei primi anni 2000 sui listini di AlVolante era comparsa sta cosa strana, con un muso orribile, simile ad un BMW Z1 che si è mangiato un condizionatore . Altro non era di un progetto di Gandini per DeTomaso (Bigua), che poi dirottó nelle mani di un facoltoso industriale americano.  L’obiettivo di essere una “TVR italiana”, meccanica Ford, produzione artigianale, e qualche mese di attività prima di implodere.  La Mangusta qui in esposizione addirittura “rinnega” mamma Qvale, ed indossa il suo stemma originario. Rara, cacata da pochi. E’ pure difficile farsi un’idea riguardo la quotazione, vista la rarità del modello, ma anche lo scarso interesse.

MERCEDES BENZ C36 AMG La prima Classe C non rimarrà certo uno dei modelli più memorabili della stella. Raccoglieva la pesante eredità della 190, modello che aveva letteralmente segnato un epoca.

Ma la C36 rappresenta il primo frutto del sodalizio fra Mercedes ed il celeberrimo tuner di Affalterbach, l’inizio di una lunghissima (e per ora infinita) serie. Non un missile da guerra, non certo un auto alla quale togliere i sedili per farla pronto pista. Ma sicuramente una bella chicca, adatta a collezionisti, ma anche a chi cerca qualcosa di diverso e con una sua unicità. Sulle condizioni di questo esemplare però non ci pronunciamo. Vi diciamo che questa costava quanto una Renault Clio ben accessoriata, e che la sua “antenata” (EVO 2), era in vendita al prezzo di un appartamento. Rifletteteci.

OPEL KADETT E BERLINA. Non me ne vogliate, ma l’ultima serie dell’Opel Kadett l’ho sempre trovata di un anonimo imbarazzante, sciapa, un po’ come tutte le Opel da 40 anni a questa parte, ne salverò giusto un paio. Questa Kadett E veniva dichiarata con 5.000 chilometri, pari al nuovo. Va citata per l’originalità ed il coraggio della proposta. Giusto perché ci passi 2/3 minuti davanti a sto aggeggio a chiederti “ma chi può cercare una cosa simile?”. Eh, lo fanno, lo fanno…

STAND PORSCHE. Una meraviglia come sempre, ma perché cito una cosa così manistream? Perché c’era una bella esposizione di 912! La 901 più sfigata che sia mai esistita, finalmente ha avuto un po’ di giustizia. Ci piacerebbe sapere quegli esemplari dove stavano 10 anni fa in questo momento…

STAND MERCEDES. Della W123 TE ne parleremo qui su superpista. Pare che Jay Kay abbia venduto la sua F40 perché tanto “se ne troveranno sempre in vendita se ne ho bisogno”, ma si è tenuto stretto la sua TE, e noi lo capiamo eccome. Esposta di fianco una nuovissima CLA Shooting Brake, fa capire che il progresso è si una bellissima cosa, ma non sempre.

Anche questa è una bella rivincita verso chi negli anni 90 la usava per andare a vendere accendini ai mercati rionali. Probabilmente la piu’ bella wagon di sempre.

BIZZARRINI 5300GT. Forse ancora poco conosciuta ai più, Bizzarrini ha avuto una vita tanto breve quanto gloriosa. E penso soprattutto che una Bizzarrini sia uno dei migliori investimenti oggi possibili nel mercato delle storiche. Ricordate quando le Miura stavano a “qualche” centinaio di migliaio di euro? Ecco, per le creazioni di Giotto Bizzarrini preveiamo un destino simile. Da approfittarne finché il buon Giotto è ancora vivo e vegeto! Sempre se avete un 300.000 euro da qualche parte…

CITROEN VISA CABRIO. Pezzo di puro collezionismo. La Visa in fatto di bellezza valeva meno di un bullone spanato e arrugginito montato nella bagagliera di un DS. Ma questa cabrio costruita da Heuliez un merito c’è l’aveva: manteneva le 5 porte. Si può quindi anche dire che condivida qualcosa con le Mercedes Landaulet…

MASERATI QUATTROPORTE TERZA SERIE. Alejandro de Tomaso era un pazzo. O forse semplicemente faceva il suo mestiere nell’essere titolare di marchi del genere. La Quattroporte era un esibizione magistrale di opulenza. I maligni potrebbero dire che sembra una Lancia Prisma gigante.

Io a questi consiglio di assicurarsi che la bocca sia collegata al cervello prima di parlare.

E che, in virtù di questo, abbiano perlomeno la decenza di star zitti.

AUDI 100 COUPÈ S. Era frustrante essere una coupè nei primi anni 70. Chiederlo alla 124 sport, o alla Peugeot 504 com’era convivere con due mostri sacri.

Questa Audi 100 coupè S è qualcosa di lontano nel tempo, nelle idee. Provava a scimmiottare la Fiat Dino come la Opel GT provava a scimmiottare la Corvette Stingray 

Pezzo bellissimo, raro. Ma esposto in un contesto dove c’erano Ferrari Dino e Fiat Dino….originali, non se la filava di striscio nessuno. Grigia, come i suoi (quasi) 50 anni.

Un’Audi che scimmiottava una Fiat poi? Succedeva.

ISO RIVOLTA FIDIA. Pare che John Lennon la prima volta che la vide ne rimase talmente abbagliato che ne ordinó tre.

Probabilmente da oggi ho la “mia” nuova berlinona preferita. Regale, slanciata. 

Peccato che per essere pochettino considerata, ha dovuto farsi mettere la foto con John Lennon davanti… Magistrale.

REILANT SCIMITAR. Avete presente la macchina azzurra a tre ruote, che “colpisce” sempre Mr.Bean? È una Reillant Robin.

Ma poco ha a che vedere con la Scimitar, shooting brake di gran scuola britannica. Rigorosamente verde. Rigorosamente guida a destra e con la tappezzeria biscotto. Completa il tutto l’immancabile pioggia di radica. Un pezzo per pochi, una raffinatezza ineccepibile. Un ennesimo guizzo dell’industria automobilistica britannica che fu. Ma tutto sommato meglio che si siano dati all’assemblaggio per conto di costruttori giapponesi, ed all’artigianato, che a sperare nel successo della Austin Maestro.

ATS LEGGERA. Un noto Youtuber verrà a leggere queste pagine, e ci esporrà alla pubblica gogna. Ma la sua Leggera era lì in un angolo, considerata da pochi. In pochi si sono andati a documentare su cosa sia stata l’ATS moderna. Non sappiamo come sia finita qui, so solo che poche auto mi hanno suscitato tanta curiosità. A me mmme piace!

Nota bene: è esposta come “Stile 50”, ma lui ci ha corretto, e noi diamo a Cesare quel che è di Cesare. In barba agli ex soci..

Like e stramega like.

OPEL COMMODORE GSE. I vecchi berlinoni della Opel sono dei catafalchi interessanti. La Commodore, la Senator, la Monza…auto impresentabili, naïf, grezze. Ma con un loro perché: questa Commodore era in configurazione “coupè”, conciata stile “macchina di Rocky che fa un cameo su Taxi Driver”. Un oggetto interessante tutto sommato, o forse una schifezzona, boh.

MESSERSCHMITT. Quando i tedeschi si misero a pensare soluzioni per la mobilità di massa, se ne uscirono con sti cosi alla “Hanna Barbera”: questa, la Goggomobil, il voler a tutti i costi dare un seguito alla Isetta…mezzi dimenticati ma simpaticissimi.

Purtroppo invece ieri hanno presentato l’ennesima Golf.

O forse meglio così, dato che l’ultima volta che hanno osato qualcosa di fuori dalle righe, ne è venuta fuori la moda dei gieffini con la Smart…

HONDA Z600. Avete presente quei manga giapponesi dove ci sono auto parlanti, bambini che parlano ai furgoncini, ecc? La Honda Z600 è il tipico veicolo che popola queste ambientazioni, se non fosse che per le varie Fiat 126, Peugeot 104 e compagnia, più che un cartone, sembrasse uno squalo pronto a farle fuori a suon di bassi consumi, piacere di guida, manegevolezza, ecc.

Sconosciuta qui da noi. E forse è meglio così, perché se non fosse stata contingentata, una bella fetta di europee dagli anni 80 in poi, non le avremmo mai viste nascere.

Chiederlo ad una certa BSA che fino ai primi anni 70 era il più grande produttore di motociclette a livello mondiale…

DE TOMASO PANTERA GTS PROTOTIPO. La De Tomaso Pantera è stata un po’ quello che è stato George Best nel mondo del calcio: piena di brutti vizi, bevitrice, chiassosa, eppure con doti indiscutibili.

Teoricamente potrebbe essere anche preziosa come una Miura Jota, ma non lo è. Sta in un angolo e se la filano in pochi.

FIAT 124 TARGA. Questa era difficile, perché vista la quantità di materiale esposto, all’occhio meno attento poteva veramente sfuggire, un po’ come quando si annusano troppi profumi in poco tempo. Eppure c’era, rarissima. 

PREZZI Si, certi prezzi non fanno parte della vita reale. È come vedere una macchina da F1 motorizzata Innocenti, per livello di assurdità. Ci sono poi casi che andrebbero veramente approfonditi, in testa a tutti la Clio 3.0: a quanto pare, era la cosa piu’ intelligente da acquistare 15 anni fa, vista la rivalutazione che farebbe impallidire mostri sacri dal sangue reale. Nonostante le carenze di questo esercizio di stile siano note quasi a tutti.

ALFA ARNA A 8.900 EURO. Si, hai letto bene. No comment.

FIAT RITMO 130TC KM0. Con tanto di cellophane sulle portiere, cartellini d’istruzioni appesi allo specchietto, adesivi con le varie raccomandazioni sui vetri. Questa era ammiratissima, piazzata ad una cifra mostruosa, viene solo da chiedersi come uno abbia potuto tenersi in casa una cosa del genere inutilizzata fino ad oggi. 

PIACERI Vedere sfilze di 911, di Mercedes Pagoda, di Maserati anni 60, di Jaguar E type, di Austin Healey, è una cosa che non ci stancherà mai.

PERSONAGGI Per certi questa fiera sta a Padova, come la Fashion week sta a Milano. Personaggi stranissimi, eccentrici uomini distinti che girano in kilt, altri coi capelli verdi ed il frac. Abbasso il provincialismo.

Anche se forse preferivamo il Motoshow degli anni d’oro…

ROTTAMI. Ruderi divorati dalla ruggine, una E type estratta da un fienile in Mississippi ed ora erosa in ogni dove. Ci si chiede tramite quale miracolo della metallurgia, inizierà proprio ora il suo viaggio più bello…

Enrico Martinello. Cittadella, 3 novembre 2019.

Enrico Martinello

enrico.martinello@superpista.it

Cresciuto nella ridente Cittadella, Padovano come le galline, Enrico è un personaggio eclettico e piuttosto vulcanico. Cultore di ferracci sin dalla tenera età, al punto di rifiutare fermamente uno scooter automatico a 14 anni, in favore della Vespa del nonno. Appassionato di Alfa Romeo, ma che disprezza il mondo degli alfisti.

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