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nemico pubblico numero uno - Superpista
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nemico pubblico numero uno

Ormai sono quasi due anni che lavoro in concessionaria. Amo questo ambiente, le vetture nuove e il rapporto con i clienti, meno dover litigare e perdere occasioni di vendita perché l’interlocutore è malinformato e/o malfidente;

La vettura nuova non è vista da tutti sotto la stessa luce, come è soggettivo l’approccio con il consulente che, in linea di massima, cerca di sviluppare una consulenza appunto per soddisfare le esigenze di tutti: le sue, quelle della struttura dove lavora e soprattutto quelle della persona seduta di fronte a lui: ciò comporta parlare con il cliente, capire le sue esigenze e rielaborarle secondo una miriade di fattori. Altrimenti non ci chiameremmo consulenti ma commessi, visto che prima di sederci dietro quelle belle scrivanie ampie e ordinate abbiamo fatto un percorso che in molti intraprendono, ma pochi riescono a portare a termine, provare per credere.

Da qualche tempo sembra che finalmente si sia presa coscienza del fatto che dalla fine dell’ 800 ad oggi abbiamo oggettivamente inquinato il nostro pianeta in maniera esagerata, purtroppo però non tutti han capito benissimo da cosa è causata questa importante deturpazione. I vari esponenti dei partiti ‘’verdi’’ quindi, forti dell’appoggio della pubblica opinione hanno cominciato a prendere di mira l’automobile, etichettando i motori a gasolio come nemici della terra e dell’umanità, il resto è storia. Il gruppo VW, reduce dalla tempesta Dieselgate è in prima linea per la riduzione delle emissioni, annunciando date in cui il gasolio verrà bandito, a favore di diverse tecnologie ritenute più ‘’green’’ e ‘’sostenibili’’ e come lui tanti altri gruppi industriali, Toyota ad esempio, ha effettivamente tolto dai listini i motori a nafta, ma attenzione…. Dalle vetture fino al segmento C; ve lo immaginate il Land Cruiser 2020 full elecrtic ? Oppure l’Hilux mild hybrid ? Così finalmente il principe del Quatar può sgommare tra le dune in completa comunione con il creato, idilliaco oserei dire.

Questa paura comune del gasolio ha significato una flessione positiva nella vendita dei veicoli a benzina, bifuel, hybrid ed elettrici, acquistati anche da chi per lavoro, passione o esigenze varie è obbligato a tritare 20/30/40 mila kilometri all’ anno, aumentando a dismisura la percentuale di gas serra, che allargano il buco dell’ozono e inspessiscono lo strato gassoso che fa aumentare la temperatura qui sulla Terra; oltre che far spendere di più alla pompa. Negli anni ’90 e primi ‘00 succedeva l’opposto, chi usava poco la vettura la comprava comunque turboD, perché offriva prestazioni e consumi che i propulsori benzina aspirati di quell’epoca non sapevano eguagliare, offrendoci la possibilità di guidare in una maniera nuova, fumando molto ma arrivando prima e consumando meno, e onestamente, nel 1997, chi pensava che neanche 20 anni dopo saremmo entrati in una nuova era climatica?

Ma in disappunto forse con i più possiamo affermare che non è ancora giunta l’ora della fine del gasolio, in quanto le case ancora hanno fiducia in questo tipo di tecnologia, sviluppando soluzioni tecniche all’avanguardia che permettono di ottenere propulsori efficenti, parchi nei consumi e nelle emissioni. Prendiamo ad esempio il gruppo PSA, ad oggi il 3 cilindri 1.2 Pure tech turbo da 110/130cv a livello di grammi di inquinante emesso eguaglia il 4 cilindri 1.5 BlueHdI da 130 cv, ma rendendo qualche km in meno sul litro di carburante, e come i francesi tanti altri. Inoltre anche le prestazioni sono assimilabili, con curve di coppia piene e disponibili già dai bassi regimi. Ciò va inteso come volontà da parte delle case di ridurre le emissioni ed allargare lo spettro delle scelte ma al contempo come un chiaro messaggio di come tutti quanti abbiamo sbagliato a prendere la mira sul nemico, che non è il gasolio in sé per sé, ma l’utilizzo indiscriminato della suddetta tecnologia.

Ma qual è la differenza tra i propulsori? In 3 parole: entrambi provocano un’esplosione nella camera di scoppio, che comprime il cilindro che a sua volta fa girare l’albero motore che trasferisce la trazione al cambio e successivamente alle ruote; nel motore a benzina lo scoppio avviene tramite una scintilla (la candela) e l’acceleratore dosa la quantità di comburente (l’ossigeno), essendo l’essence appunto molto infiammabile tutto viene bruciato e grosse quantità di anidride carbonica ( naturale prodotto di scarto di qualsiasi combustione) vengono sputate dal tubo di scappamento, prima filtrate alla bell’e meglio dai catalizzatori tramite un processo chimico e poi liberate nell’ atmosfera; i propulsori diesel invece non bruciano il gasolio accendendolo, ma comprimendolo, lasciando una maggiore quantità di materiale incombusto che passa nella turbina (sempre presente) e viene riutilizzato, aumentando le prestazioni quindi migliorando l’efficienza, per poi essere filtrate in maniera più fine dai vai filtri, posti in maniera da sfruttare il calore di risulta ed avere una migliore capacità di filtraggio anche sotto particolare stress.

Detto ciò non voglio difendere a tutti i costi l’amata/odiata nafta, vorrei invitare tutti a prendere coscienza delle differenze che sussistono tra i vari motori e scegliere per la propria daily car la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Consci del fatto che il venditore non vi frega, vuole darvi il veicolo che più si confà a voi.

Antonio Giudici

antonio.giudici@superpista.it

Antonio Giudici a.k.a. toni 21 anni, bergamo. Appassionato auto sin dalla tenera età, operatore del settore da inizio 2018. Amante delle youngtimer, owner di una piccola e pestifera 106 GTi oro.

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