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Tornare bambini a novembre: il resoconto della 19° edizione del Toyssimi - Superpista
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Tornare bambini a novembre: il resoconto della 19° edizione del Toyssimi

Mi sono svegliato di buon’ora e sono affacciato alla finestra, a respirare l’aria mattutina dopo una notte di pioggia incessante. Il cielo è plumbeo sopra Roma, così come quasi sempre è stato durante questo lungo novembre. Moka sul fornello, colazione al volo e sono già in macchina. È l’ultima domenica del mese e come nella migliore delle tradizioni, c’è il mio appuntamento preferito, tappa fissa di ogni collezionista che si rispetti: il Toyssimi. Si tratta della borsa scambio di modellismo più grande della capitale e del centro-sud: con uno spazio espositivo di più di 1000 metri quadrati e oltre 300 espositori attesi, è praticamente impossibile tornare a casa a mani vuote.

Mentre percorro il Grande Raccordo Anulare in direzione dell’Hotel Ergife, sede storica della manifestazione (l’indirizzo esatto è Via Aurelia 619), faccio un rapido check mentale dei pezzi che vorrei trovare, la maggior parte dei quali parcheggiati nella mia wish-list da anni. Ci sono la Fiat 128 Coupè e la Mini De Tomaso della Mebetoys che nemmeno ricordo più da quanto tempo sto inseguendo, la Beta Bburago e l’Alfa 90 Polistil, per non parlare della Ritmo seconda serie, sempre Polistil. Mi fermo per comprare una ricarica all’Autogrill: oggi mi è scaduto l’abbonamento e non posso assolutamente correre il rischio di ritrovarmi senza connessione una volta dentro la mostra. L’esperienza mi ha insegnato che quando meno te l’aspetti, può spuntare qualche variante rara o sconosciuta ed è sempre meglio fare un paio di chiamate agli amici per sentire il loro parere. D’altronde se c’è qualcosa che ho imparato in tutto questo tempo, lo devo soprattutto a chi mi ha accompagnato alle mostre negli anni, dandomi dritte e consigli di cui ho fatto tesoro, che hanno contribuito in modo determinante a rendermi il collezionista che sono oggi.

Appena varcata l’entrata parte la caccia: non è facile orientarsi in mezzo a tutto questo ben di Dio, ma conosco ormai la disposizione dei banchi e so quali conviene visitare subito. Prima di scendere al piano seminterrato, quello più corposo, passo da Alessandro alias GTE Models. Più di qualche volta mi è capitato di fare acquisti da lui, ma sempre attraverso Internet, mai di persona. Quest’oggi è sceso direttamente dalla provincia di Varese con la sua Zafira carica di macchinine. È la prima volta che partecipa come espositore al Toyssimi e il suo banco cattura immediatamente gli sguardi grazie ad un assortimento invidiabile. Mi prendo qualche Majorette, evitando per una volta di farmele spedire. Proseguendo il giro passo da Fabrizio, che assieme a Luigi si occupa dell’organizzazione dell’evento. Sul suo tavolino non solo modellini ma anche Lego, bambole, oltre a una miriade di oggetti da cartoleria. Mi porto via qualche altra Majorette e uno zaino Seven viola e verde fluo, uguale a quelli che vedevo sulle spalle dei miei compagni quando andavo alle elementari: almeno so dove mettere gli acquisti della giornata.

Sono le 10 e la sala si sta riempiendo di persone: non solo collezionisti (e collezioniste!), ma anche nostalgici alla ricerca dei loro giocattoli d’infanzia o di una riproduzione della prima macchina posseduta, papà desiderosi di trasmettere la propria passione ai figli, che li seguono con gli occhi increduli spalancati di curiosità. Una cosa è certa, girando fra i corridoi del Toyssimi le differenze d’età si annullano: tutti tornano improvvisamente bambini. Nella folla incrocio il mio amico Marco che mi ha portato da Milano un paio di Bburago 1/43 promozionali (un’Alfa 156 e una Ferrari 456 GT). Sul retro della scatola la scritta “Con due sviluppi, Kodak ti regala un modello”: una malinconia pazzesca.

Completo il primo giro prendendomi un’Alpine A110 blu della Bburago e una Opel Monza argento della Mebetoys, entrambe in scala 1/24 (a voler esser precisi la seconda 1/25). Arrivo nell’area intrattenimento e mi fermo a guardare una partita di Subbuteo. Alle mie spalle spicca qualche cabinato, come nelle sale giochi di una volta. Nonostante la mostra sia incentrata principalmente sull’automodellismo, anche il retrogaming ha saputo ritagliarsi nel tempo il suo spazio e oggi è uno dei punti cardine dell’evento. Vale sempre la pena dare un’occhiata più approfondita ai banchi degli espositori; spesso i pezzi più interessanti sono nascosti e non immediatamente visibili. Mi ributto nella sala principale e sotto una catasta di roba varia trovo il diario scolastico della Bburago, per l’appunto chiamato Ddiario, classe 1983. Mi cade l’occhio sul tavolo a fianco, dove c’è un vecchio libricino di un collezionista giapponese intitolato “Model Cars of the World”. Si tratta di un archivio fotografico di modellini anni ’60 e ’70: acciuffo pure quello.

Ma il colpo grosso mi aspetta dietro l’angolo: su un bancone trovo solitaria la tanto agognata Lancia Beta Bburago 1/24, in catalogo per pochi anni (c’è chi parla di uno solo, ma più probabilmente fra i due e i tre) e di fatto uno dei pezzi più belli e ambiti del marchio della doppia B, con quattro aperture e rifiniture di pregio. È rossa, uno dei colori più comuni assieme all’azzurro carta da zucchero, più unici che rari invece gli altri due che vestirono il modello: l’argento e il giallo ocra. È quasi ora di pranzo ed è tempo di tornare a casa. Faccio il giro dei saluti e nella tranche finale trovo ancora qualcosa: altre due Bburaghine 1/43 (Una Delta S4 e una Vitara) e una BX a retrocarica made in China. Mi avvio soddisfatto verso l’uscita: ancora una volta il Toyssimi si è dimostrato un’ottima occasione per arricchire la mia collezione, oltre che per respirare un po’ della sana passione che accomuna noi tutti amanti di auto, di youngtimer e di giocattoli. Ci vediamo al prossimo appuntamento l’8 marzo 2020, non mancate e ricordate di arrivare presto: chi dorme non piglia modellini!

Alessandro Giurelli | Roma, 26 novembre 2019.

Alessandro Giurelli

alessandro.giurelli@superpista.it

Nasce a Frascati nel 1993, l’anno in cui Larini e la sua 155 TI stracciavano l’invincibile armata Mercedes a casa propria, nel campionato DTM. Lancista convinto, non ha vissuto l’epopea rallystica della Delta Integrale, ammalandosi di nostalgia precoce già nei primi anni di vita. Appassionato di automobili, colma le lacune del suo garage riempiendo di macchinine le vetrine di casa. Ha una laurea in economia ma non sa dove metterla perché ha finito lo spazio sulle mensole.

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