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I modellini promozionali degli anni ottanta, parte seconda: le 1/43 del gruppo Fiat - Superpista
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I modellini promozionali degli anni ottanta, parte seconda: le 1/43 del gruppo Fiat

Eravamo rimasti ai modellini promozionali, precisamente a quelli in scala 1/25. Oggi voglio proseguire la storia raccontandovi delle varianti 1/43 che coloravano gli autosaloni del gruppo Fiat negli anni ottanta.

La scala minore ha comportato una minor cura del dettaglio che per forza di cose rilega queste miniature un gradino più in basso delle “sorelle maggiori”. Al contrario di quest’ultime poi, le 1/43 da concessionario non si differenziano in nulla rispetto alla controparte da negozio. Erano di fatto dei giocattoli, laddove gli 1/25 erano invece modellini. Volendo parafrase il concetto secondo un’ottica genuinamente romantica, le promozionali “grandi” sono delle riproduzioni di pregio, ampiamente riconosciute come tali nel mondo collezionistico; quelle “piccole” sono come le nostre tanto amate youngtimer: non ancora pienamente affermate, ma con una storia alle spalle che le rende comunque apprezzate e riconoscibili.

La Ritmo Bburago

Nonostante la proficua collaborazione portata avanti con Polistil, il primo modellino promozionale della Fiat fu proprio una Bburago: la Ritmo. La rivoluzionaria utilitaria (la prima italiana a essere stata assemblata in catene di montaggio robotizzate) era il fiore all’occhiello della casa torinese, che non esitò a promuoverla in lungo e in largo per supportarne le vendite. La strategia funzionò e in breve la Ritmo divenne una delle vetture più apprezzate dal pubblico e dalla stampa: si piazzò seconda al premio Auto dell’anno 1979, alle spalle dell’anonima Talbot Horizon, che vinse l’edizione per soli dodici voti.

La curiosità del modellino riguarda il fatto che la versione riprodotta è la gruppo 2, che si cercò di camuffare con una verniciatura da vettura stradale: un tentativo che non premiò di certo la fedeltà. Il risultato era piuttosto giocattoloso, ma pur sempre accattivante per i bambini che avevano accompagnato il papà a scegliere la nuova macchina. Particolare apprezzabile quello  degli sportelli apribili (fu una delle poche Bburago 1/43 a montarli, nonché l’unica riproduzione con aperture fra quelle fotografate in questo articolo). La scatola era dedicata e riportava il logo a barre Fiat, oltre a quello Ritmo.

La Uno Mebetoys

Sempre Mattel/Mebetoys si occupò della realizzazione della Uno in 1/43. In questo caso le differenze rispetto alla più comune versione da negozio erano legate unicamente alla grafica del box, che nella variante da concessionario riportava le classiche barre Fiat e il logo Uno. Messa a confronto con la 1/25, la variante nella scala ridotta perde gran parte del suo fascino, ma esiste una sfumatura nella quale è più fedele. Presenta nella gamma un colore inedito, che paradossalmente era anche quello più richiesto dalla clientela dell’epoca, il bianco (non era disponibile però l’acquamarina).

La Regata Polistil

Oltre al capolavoro in scala 1/25, Polistil produceva la Regata anche nella classica 1/43. Nonostante la semplicità, il modellino si distingueva da quelli Bburago e Mebetoys per un più attento rispetto dei particolari, come nella migliore tradizione del marchio. Ne sono un chiaro esempio i cerchi dedicati, oltre agli stemmi identificativi sul baule e alle targhe (rigorosamente con la sigla provinciale di Torino). La scatola si presenta nello stesso motivo “a bolle” della sorella maggiore, ma ne esiste anche un’altra più rara e specifica per la sola 1/43: rossa con righine Fiat bianche. Assente la colorazione azzurra e la rosso rubino, che vestivano il modello più grande.

La Y10 Polistil

Pure la Y10 venne proposta in scala minore. Le caratteristiche sono del tutto equiparabili a quelle della Regata. Anche in questo caso, risaltano subito all’occhio i cerchi dal disegno esclusivo Autobianchi. Le targhe sono bianche, rispettando il cambio di colore occorso nel 1985 (il garage di Superpista è uno dei pochi luoghi dove è ancora possibile ammirare uno splendido esemplare di Y10 a targhe nere). Il box è riconoscibile per via della grafica “al neon” che sintetizza perfettamente il clima “synth pop” degli anni ottanta.

La Croma Polistil

Ultima ma non per importanza, la Croma. La realizzazione è ben fatta e si pone in linea con gli standard delle altre due Polistil, rappresentando la degna chiusura al trittico delle promozionali. La scatola conserva la stessa impostazione elegante del modello promozionale 1/25. Il grigio antracite, esclusivo di quest’ultima versione, non è riproposto nella scala piccola.

 A differenza delle altre miniature riportate in questo articolo, quelle Polistil (ad eccezione della Regata) sono le uniche a non essere state inserite nel catalogo ufficiale. Questo vuol dire che non esisteva una controparte da negozio: potevano essere acquistate solo presso un concessionario, essendo modellini “dealer” a tutti gli effetti.

E con la Croma arriviamo al giro di boa di questo racconto: il nuovo decennio era dietro l’angolo e per il gruppo Fiat si prospettava un periodo di novità e di profondo cambiamento, non per questo necessariamente positivo. Gli anni novanta segnarono l’invasione delle Bburago 1/43 sugli scaffali di ogni negozio di giocattoli, edicola o tabaccheria italiana. Se siete stati bambini alle porte del nuovo millennio, è praticamente impossibile che non abbiate giocato almeno una volta con queste macchinine. Ben presto arrivarono anche nelle vetrine dei concessionari di tutto il Paese, ma di questo vi racconterò nella prossima puntata.

Per le foto si ringraziano Andrea Pino Marocco e Roberto Plazzi.

Alessandro Giurelli | Roma, 10 dicembre 2019.

Alessandro Giurelli

alessandro.giurelli@superpista.it

Nasce a Frascati nel 1993, l’anno in cui Larini e la sua 155 TI stracciavano l’invincibile armata Mercedes a casa propria, nel campionato DTM. Lancista convinto, non ha vissuto l’epopea rallystica della Delta Integrale, ammalandosi di nostalgia precoce già nei primi anni di vita. Appassionato di automobili, colma le lacune del suo garage riempiendo di macchinine le vetrine di casa. Ha una laurea in economia ma non sa dove metterla perché ha finito lo spazio sulle mensole.

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