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IL CASSONE DELLA PALIO - Superpista
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IL CASSONE DELLA PALIO

Uno dei miei primi amori fu la bicicletta da discesa; con grosse escursioni, tratti veloci, tecnici e piccoli salti. Tutto molto bello, poi dovevi risalire. Mentre pedalavo svogliato per la strada battuta fantasticavo cosa mi sarei comprato arrivato ai fatidici 18 anni, ancora in gestazione il mio gusto era orientato sui pick-up generalmente, per poter caricare la bike con la ruota a sbalzo e salire con i ragazzi in freschezza.

Tutto esaltato, esplorando i cassonati americani su Autoscout24 trovai lei, o meglio lui: indefinibile nel suo genere, alterna dalle sue vedute differenti modi d’essere, proporzioni enormi e linee discutibili, parliamo della El Camino.

Bella, a me piace. Tutte le serie, quella che ai tempi mi prediligevo era la generazione degli anni ’70, con i fari quadrati. Motorone americano, cassone bello grosso, panca in pelle bianca esterno nero opaco, cerchi piccoli che deve andare in montagna e Pimp my ride sia.

Ma già ai tempi consideravo, con una saggezza e lungimiranza che oggettivamente, un El Camino a Clusone non so se ci passa ovunque, non l’avrei potuta guidare con le limitazioni, stai a vedere poi quanto beve e pagare l’assicurazione mi costa più che comprarla, il mio investimento inesistente doveva dirottarsi su altro.

Un mezzo commerciale, ma con dettagli da auto, magari derivato da una auto; una vetturina semplice, con quello che serviva per un uso normale, potesse andare in montagna e fosse economica: sto pensando a lui/lei ovvio, la Fiat Strada.

Perché se ci guardiamo negli occhi e ci parliamo in sincerità è impossibile non ammettere che, come sempre non me ne vogliano i puristi, la Strada è la El Camino europea, una Palio. Col cassone.

Ora ridiamo, ma nacque come world car della casa torinese per i paesi emergenti, in Brasile la vendono ancora con allestimenti improbabili, in Italia fece una carriera travagliata, con disponibilità saltellanti e molte modifiche, distribuito sempre come Fiat Professional. Al tempo alcuni ne giravano, Trekking soprattutto e mi piaceva veramente tanto, era originale. A voi l’ardua sentenza se rivisto oggi in qualche cantiere o nei nostri paesi in mano a zio Pépò.

Oltre oceano e in Asia hanno un sacco di modelli strani sulla falsa riga dello Strada, con più o meno successo popolano i listini. Solo in Sud America possiamo incrociare Argo e Cronos, rispettivamente hatchback e sedan (del tutto simili alla nostra Tipo) ed un’altra serie di amenità così italiane, così estere allo stesso momento.

Come dimenticare la Bellissima Siena, sempre di Palio di tratta, ma questo giro con il terzo volume, ripeto, una Palio sedan. Ha poi assunto le sembianze di una Punto 2005, ma nel tardo 2008, ad oggi ancora in produzione in una linea indefinita, quasi da kei-car giapponese. Queste ‘’auto globali’’ hanno diverse caratteristiche curiose: sempre 5 porte, motori multi fuel, fino a 4 combustibili differenti, sicuro con la grappa di zio Pépò ha un incremento di cavalli.

Non sono allestite malissimo, da nuove sono però disponibili in versioni estremamente basiche, anche in base al paese di produzione, dove normative, esigenze e leggi cambiano anche profondamente, qui sta alle case sviluppare i veicoli facendo in modo di apportare le minori modifiche possibili sulle varie catene installate in tutto il mondo, pescando dal pentolone delle tecniche costruttive, i pezzi di ricambio e designi europei, tenendo il nostro mercato come di punta e riferimento.

Un bell’ esempio a noi vicino è la sopracitata New Tipo che con un solo pianale e un solo design, quindi stessi fari, stesso paraurti, etc riesce a coprire tre comparti del segmento C: SW, Hatch back e Sedan; massimizzano i guadagni semplificandosi il lavoro, sempre con le stesse linee moderne e le dotazioni che servono per essere venduta qui da noi. Anche se, a qualche anno dall’ uscita, possiamo confermate che le 3 volumi derivate dalle utilitarie, qua da noi, non attecchiscono.

D’altronde paese che vai usanza che trovi, pensa, in Inghilterra vanno tutti contromano.

Antonio Giudici. Clusone | 11 dicembre 2019.

Antonio Giudici

antonio.giudici@superpista.it

Antonio Giudici a.k.a. toni 21 anni, bergamo. Appassionato auto sin dalla tenera età, operatore del settore da inizio 2018. Amante delle youngtimer, owner di una piccola e pestifera 106 GTi oro.

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