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I modellini promozionali degli anni novanta, parte terza: le 1/43 del gruppo Fiat (e non solo) - Superpista
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I modellini promozionali degli anni novanta, parte terza: le 1/43 del gruppo Fiat (e non solo)

In queste settimane vi ho raccontato dei modellini distribuiti dai concessionari italiani come merchandising ufficiale. Dopo aver fatto un salto negli anni ottanta, caratterizzati da pregevoli riproduzioni nella scala 1/25, è giunto il momento di volgere lo sguardo al decennio successivo, dove a farla da padrone sono state le 1/43. In particolar modo si assiste al predominio assoluto di un marchio, che ancora una volta è quello che porta il logo della doppia B. Il lento ma inesorabile declino della Polistil e della Mebetoys, dapprima entrate nell’orbita delle grandi multinazionali straniere (rispettivamente la Tonka e la Mattel), per poi finire completamente assorbite dalle stesse, spianò la strada alla Bburago, che si ritrovò senza concorrenza, restando l’unico grande marchio italiano di automodelli per bambini.

La Tipo Natale Bimbi

Ancora una volta cominciamo con una Fiat, la Tipo. La media di Torino aveva fatto la sua comparsa nel listino sul finire degli anni ottanta, riscuotendo un consenso immediato che la portò a vincere il premio di Auto dell’anno 1989. Bburago la mise a catalogo poco tempo dopo, creando una miniatura proporzionata e ben fatta, in grado di cogliere appieno l’essenza della vettura. Della Tipo vennero proposte molte versioni negli anni, sia in scala 1/24 che in quella 1/43 (stradale, rally, taxi oltre che le speciali Italia ’90, Telethon e Nescafé). L’ unica che arrivò nei concessionari fu però la Natale Bimbi.

Natale Bimbi era un concorso indetto dalla casa torinese in collaborazione con Topolino. Il regolamento era semplice e allo stesso tempo coinvolgente: a partire dal 7 e fino al 15 dicembre 1991, i bambini che volevano partecipare (a patto che avessero meno di dodici anni) dovevano fare un disegno della Tipo e portarlo alla più vicina succursale Fiat. Si trattava di un’occasione per liberare la fantasia e la creatività dei più piccoli, che in cambio della loro “opera” ricevevano subito un regalo a scelta fra un modellino 1/43 della Tipo Bburago o una musicassetta con dei jingle natalizi e canzoncine pubblicitarie Fiat.

Ma non finiva qua, perché c’era un premio anche per i più grandi, o almeno per i più fortunati di loro. Una volta consegnati, infatti, i disegni venivano esposti nei vari concessionari, dove potevano essere votati dal pubblico. In palio per quelli che ottenevano più votazioni c’erano dieci Fiat Tipo (in scala 1/1 stavolta), dieci viaggi a Disneyworld e più di mille abbonamenti a Topolino. Altre dieci Tipo venivano estratte a sorte per chi votava, in modo da stimolare l’affluenza negli autosaloni.

Così come la quasi totalità delle riproduzioni che seguono, l’unica differenza rispetto alla tradizionale versione da negozio è legata al disegno specifico del box, che di fatto è anche il pezzo più ostico da trovare, vista la facilità con la quale veniva buttato.

Le Cinquecento

Nonostante la linea rimasta ancorata agli stilemi del decennio precedente (personalmente l’ho sempre vista come una Y10 che non ce l’ha fatta), la Fiat Cinquecento inaugurò il nuovo decennio in casa Fiat. Fu la prima vettura del marchio a presentare il nuovo logo ridisegnato, con le celebri cinque barre stilizzate in un unico badge. Anche in questo caso il modellino era proposto dalla Bburago in tutte e due le scale, ma per la versione promozionale si scelse di usare solo la 1/43. La scatola si presenta molto dettagliata ed è caratterizzata dalla cartina topografica di un’ipotetica città italiana.

Simpatica curiosità è la macchinina di plastica che veniva regalata come gadget assieme a Topolino (oltre a rossa c’era pure nel blu laser), in occasione del lancio della vettura reale.

Accanto a questa versione, la Cinquecento venne distribuita nei concessionari con una scatola specifica, caratterizzata da una grafica diversa che riportava il logo stilizzato sia in forma numerica che in quella estesa.

Le Punto

Ma è nel 1993 che si respira la prima vera ventata di cambiamento della casa torinese. Al Salone di Francoforte viene svelata l’innovativa Punto, la Fiat più importante del decennio. La bontà delle sue caratteristiche e il disegno moderno, già proiettato verso il duemila portarono la Punto a vincere il premio di Auto dell’anno 1995 e a totalizzare un milione e mezzo di unità vendute in appena un anno e mezzo. Un classico esempio di stile è dato dai rivoluzionari fari a sviluppo verticale (che verranno copiati da non poche rivali negli anni successivi), ottimamente riprodotti nella miniatura. Per un modello così importante, la Bburago produsse diverse versioni promozionali, le quali si differenziavano l’una dall’altra per la sola confezione. 

Il box della variante da concessionario era caratterizzato da uno schema colori rosso, blu e grigio, ai quali si univa il giallo della scritta Punto. Parallelamente furono proposte anche due versioni speciali: la Torino Effetto Punto e la Topolino.

Dal 31 agosto (data di presentazione della vettura) al 12 settembre 1993, Torino ospitò una serie di manifestazioni, appuntamenti culturali e occasioni di intrattenimento volte a promuovere la nuova utilitaria. Ovviamente non poteva mancare un modellino promozionale, che fissava l’evento attraverso una scatola dedicata.

La Topolino venne allegata al celebre fumetto, in virtù della fruttuosa collaborazione avviata dal marchio torinese. Il box riporta la scritta “La Fiat Punto per i lettori di Topolino” e si contraddistingue per la forma schiacciata, che poteva più facilmente essere accoppiata al giornalino.

La Bravo

L’ ultima promozionale Bburago ad arrivare nei concessionari Fiat fu però la Bravo (la Brava invece non fu mai riprodotta). Per la scatola si scelse di utilizzare una grafica molto simile a quella della Punto, con il giallo al posto del grigio e la dicitura del nuovo modello. Si è trattato a lungo dell’unica riproduzione esistente della vettura, almeno fino all’arrivo della Norev, realizzata per la Fiat Collection Hachette.

La 156

La collaborazione tra l’azienda di Burago di Molgora e il gruppo torinese si interruppe sul finire del decennio, con la versione promozionale di una delle più azzeccate realizzazioni 1/43 del marchio: l’Alfa 156. Si optò per un box elegante e sportivo allo stesso tempo, proprio come la macchina reale. Lo schema colori bianco e rosso è arricchito dalle accattivanti scritte del modello riportate sulla confezione.

Oltre alla tradizionale versione stradale, la 156 venne riprodotta anche in veste da corsa, caratterizzata da una livrea speciale e uno spoiler inedito.

La Serie 5 E34

Siamo giunti agli sgoccioli, ma prima di chiudere voglio mostrarvi l’exploit della puntata, quel non solo tra parentesi, ben in mostra nel titolo dell’articolo. Negli anni novanta la Serie 5 E34 era in produzione già da un po’, ma rimaneva bellissima grazie alla linea senza tempo di Ercole Spada. La Bburago produsse una versione promozionale per le succursali BMW Italia.

Oltre al fondino specifico, la miniatura si caratterizzava per delle inedite ruote in gomma, che contribuivano a rendere il modello più realistico. D’altronde si trattava pur sempre di una BMW, motivo per cui si scelse una confezione speciale, un vero e proprio cofanetto (oggi più unico che raro) che rendeva onore alla prestigiosa berlina bavarese.

Era la fine del decennio: qualche anno dopo il marchio delle due B, l’ultimo baluardo dell’industria italiana di giocattoli, sarebbe caduto nell’oblio, vittima di una cattiva gestione e schiavo dei debiti finanziari, che lo portarono a dichiarare bancarotta nel 2005. Un’epoca si stava chiudendo, trascinandosi dietro di sé i ricordi di tre generazioni di bambini.

Per le foto si ringraziano Luigi Lusci, Roberto Plazzi, Francesco Pezzulo e Mario Montalto.

Alessandro Giurelli | Roma, 17 dicembre 2019.

Alessandro Giurelli

alessandro.giurelli@superpista.it

Nasce a Frascati nel 1993, l’anno in cui Larini e la sua 155 TI stracciavano l’invincibile armata Mercedes a casa propria, nel campionato DTM. Lancista convinto, non ha vissuto l’epopea rallystica della Delta Integrale, ammalandosi di nostalgia precoce già nei primi anni di vita. Appassionato di automobili, colma le lacune del suo garage riempiendo di macchinine le vetrine di casa. Ha una laurea in economia ma non sa dove metterla perché ha finito lo spazio sulle mensole.

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