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FENOMENOLOGIA DELLE FAMIGLIE ADESIVE - Superpista
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FENOMENOLOGIA DELLE FAMIGLIE ADESIVE

Da quando l’auto è diventata un oggetto di uso comune, c’è sempre stato un sottobosco di usanze, di gadget, di personalizzazioni, che hanno caratterizzato un determinato decennio.

Usanze kitsch, talvolta grezze, senza dubbio piuttosto ai limiti del trash.

Ricordiamo i recenti ritrovamenti di cataloghi aftermarket di fine anni 50, inizio 60, con ogni sorta di gadget impensabile, alle prime inserzioni di improbabili antifurti miracolosi su Quattroruote.

Poi arrivarono gli anni 70, e dopo una parentesi fatta di trasformazioni bifuel (con annessi bomboloni sul tetto…), è dilagata la mania di tutto ciò che fosse leopardato: sellerie, coprivolante….abbinamenti cromatici a cavallo fra una collezione di Cavalli ed uno strip club. Cominciò a dilagare poi quello che forse è stato uno dei gadget piu’ gettonati fra gli anni 70 e i 90: la mitica cordina della “messa a terra”. Un oggetto dalla misteriosa finalità di prevenzione cardiaca, onde evitare le scosse una volta usciti dall’auto. Senza sapere che l’invasione della plastica negli abitacoli erano soltanto agli albori.

Gli anni 80 poi furono un dilagare di fantastici impianti “hi fi”, forse ancora orientati piu’ alla qualità ed alla fedeltà di suono, che alla potenza. Oltre che ai primi antifurti montati da terzisti per conto di grandi case: a me personalmente fa sempre un bel effetto vedere le decalcomanie “GT auto alarm” vicino alle portiere di auto come le prime BMW M3, le Delta Integrale, le mitiche Mercedes 190…..sanno da primi cellulari, da yuppismo di provincia, da “tanto a casa ho il videoregistratore”. C’è quasi del folklorismo!

Ma pure allora, non mancavano i fenomeni trash: gli immancabili sedili a perline massaggianti. Da bambino i miei vicini di casa ebbero una longeva frequentazione con le Lancia Beta (una volta succedeva anche così, c’era chi si fidelizzava ad un’auto e la riprendeva 2/3 volte: ho auto un prozio che ha cambiato non so quante 126…), e bene: queste Beta avevano rigorosamente quella coppia di coprisedili anteriori. Mi son sempre chiesto come mai, ai miei occhi erano piu’ fastidiosi del ghiaino a piedi nudi. In ogni caso, così era: lontani erano ancora i tempi delle Mercedes Classe S col programma “relax” (a proposito: è divertente sapere che magari oggi qualche possessore di Classe S ai tempi girava magari con un Lancia Trevi con quei cosi…).

Gli anni 90 portarono poi un altro fenomeno, che è un po’ alla genesi di ciò che andremo ad approfondire oggi: l’adesivo “bimbo a bordo”. E qui vi svelo un mio feticcio: ho sempre detto che il giorno in cui mi prenderò un’auto “che picchia veramente” ci attaccherò dietro quel coso! Mi fa troppo sorridere. Sono per l’ironia, sono contro i “scusate se volo basso”, ormai un must per i tuning club dei Campi rom.

La grande cazzatona trash di inizio decennio sono stati i CD sotto gli specchietti di cortesia. Si dice che dovessero sparare un raggio agli autovelox, tale da impedire la famigerata “foto ricordo”.

E’ tutto vero: ci ho fatto la mia tesi di laurea a riguardo. All’ITIS!

Oggi siamo negli anni 2010: dilagano i crossover.

Dilagano i social. Dilagano le mammine pancine. Dilagano i varicella party per i figli degli anti vax. Dilagano i gruppi genitori su Whatsapp. Dilagano i fenomeni di karatè (altro che tua/o figlio/a). Dilagano le madri adepte al presidio della quinoa.

Ed ovviamente dilagano anche le auto di merda. Dilagano “cose” come la Nissan Qashqai, la Renault Captur, la Fiat 500l, l’Audi Q2. Ed un listino di altre indecenze.

Auto con la stessa stabilità di una Lada Oka (è alta=my sentoh piu’ zikura), ma con dei sistemi di infotainement capaci di far impallidire i creatori dell’ENIAC, e che permettono di rispondere in contemporanea sia alla chat del “Gruppo genitori 4F”, sia a Viola che ha appena finito l’ora di nuoto coi paperini.

In tutto questo, non poteva che comparire il fenomeno automobilistico piu’ trash del nostro tempo: le famiglie adesive.

Quei nefandissimi sticker che compaiono sul lunotto della Ford Kuga lasciata in doppia fila di turno.

Solitamente queste famiglie hanno dentro un componente che non si sa bene cosa sia (un cane? un bambino? un gatto?) che ha nomi tipo Zoe/Briciola/Batuffolo/Eccheccazzo!

Tempo fa una pagina pseudo complottara diceva che questi adesivi sono un rischio: forniscono le vostre generalità ai pedofili. Io dico che invece per noi motociclisti sono un bel segnale di prevenzione: state attenzionati alle auto con sti cosi attaccati.

Le frecce le hanno lasciate agli indiani, l’attenzione alla guida se l’è mangiata Briciola, e con il senso civico ci sta giocando Thiago, poi quando ha finito ve lo ridarà….io nel dubbio mi tengo il vaffanculo bello pronto e lustrato.

Si, perché puntualmente anche ai figli ci mettono sti nomi del cazzo. Ispirati dal calciatore spagnolo o dal tronista di turno. Solitamente poi, se ve li trovate nella strada per andare al mare, state certi che piu’ tardi, mentre starete prendendo il sole per i cazzi vostri, Thiago andrà in giro per il bagnasciuga facendo sapere a tutto lo stabilimento balneare che i granchi vicino al pontile si son mossi tutti e lui non può riprenderli. Io se da bambino vedevo i granchi mi cacavo addosso. Si vede che Thiago è già stato educato a non farci la zuppa, perché è meglio quella a base di miso.

Ma in tutto ciò c’è un fatto da raccontare: io sulle cose m’informo. Sono voluto andare a fondo della questione.

Mi sono imbattuto in un sito. Credevo che l’apice della #mmerda fosse Fabiosa Italia su Facebook (che forse come target si avvicina abbastanza). Invece no. L’apice è il sito che “è l’unico ufficiale dei family sticker”, gli unici che “non cadete nelle imitazioni”, gli unici che “da allora ci copiano in molti”.

In sostanza mi sono imbattuto su sta cosa: gli adesivi della famiglia nascono nel 2010 circa, da uno svar…ehm, da una intuizione geniale della famiglia di sti tizi, che poi ne hanno fatto un adesivo e avviato un BISSSNESSS. (tutto sommato va detto che però ho stima di loro se han fatto il botto con sti orrori..). La cosa ancora piu’ leggendaria è che addirittura hanno scomodato degli studiosi di pedagogia per portare degli studi secondo il quale, questa cosa “rafforza il senso di famiglia nel bambino”.

Agghiacciante.

Per me rafforzano solo il segno di coglionaggine destinato ancor piu’ ad esplodere in futuro.

Altra cosa: tempo fa leggevo un pezzo di un sociologo. Mi è rimasta impressa una frase:

“La maleducazione di un adulto del futuro, parte oggi con un suv parcheggiato sopra il marciapiede della scuola”

E a me piace essere piu’ dettagliato su ste cose, piu’ descrittivo:

 “La maleducazione di un adulto del futuro, parte oggi con un suv parcheggiato sopra il marciapiede della scuola, con il family sticker sul lunotto, e con Zoe che caga dappertutto”

Vabbè, speriamo che i miei vicini non leggano sta cosa. Hanno Alexa che parte a random a tutto volume, agli orari piu’ disparati. E indovinate cos’hanno nei lunotti delle auto?

Enrico Martinello | Cittadella, 22 dicembre 2019.

Enrico Martinello

enrico.martinello@superpista.it

Cresciuto nella ridente Cittadella, Padovano come le galline, Enrico è un personaggio eclettico e piuttosto vulcanico. Cultore di ferracci sin dalla tenera età, al punto di rifiutare fermamente uno scooter automatico a 14 anni, in favore della Vespa del nonno. Appassionato di Alfa Romeo, ma che disprezza il mondo degli alfisti.

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