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Eh ma la croma(tura)... - Superpista
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Eh ma la croma(tura)…

Mio nonno, persona non particolarmente appassionata di motori, era solito dire: “Ah, le macchine di una volta erano tutte cromate, dai finestrini alla calandra, anche quelle più semplici come la 127 che possedevo. Adesso le trovi solo sulle ammiraglie, e in alcuni casi persino la carrozzeria è di plastica!”. Erano i piccoli dettagli che facevano emozionare chiunque.

Altri tempi, diverso modo di pensare le auto. Che erano concepite per essere scoperte fin negli angoli più nascosti, per far sì che le mani di noi avidi appassionati o semplici curiosi potessero arrivare ovunque o quasi. Tutte le componenti erano accessibili, eravamo e potevamo essere a conoscenza del prodotto di cui eravamo proprietari. Quando si apriva il cofano lo scenario solitamente era il seguente: spazi vuoti da riempire con mani e braccia o con ruote di scorta di dimensioni normali; centraline elettroniche non pervenute; carburatori in bella vista; manicotti cromati o in gomma e adesivi su rodaggio, manutenzione e/o cura del motore a iosa (di cui per altro oggi possono far accrescere il valore dell’auto, se presenti).

Oggi  il panorama è piuttosto deludente: nel migliore dei casi ci attende una distesa di coperchi di plastica, che fanno sembrare ciò che c’è sotto molto più imponente di quello che è in realtà, con nomi roboanti: ”twin power turbo”, “multijet” o i marchi stessi. Nel peggiore, la vista del cuore del proprio veicolo è negata al proprietario, da modelli relativamente semplici come la Smart arrivando persino alla Porsche 911, la cui unica soddisfazione è data dal tappo di rabbocco dell’olio motore. Nemmeno a dirlo, elettronica e sistemi di sicurezza attiva e passiva sono imperativi irrinunciabili e dobbiamo quindi  “accontentarci” di guidare i nostri mezzi, senza poterne apprezzare appieno tutte le loro potenzialità, non solo dal punto di vista prestazionale. E invece no, anche questo aspetto viene spesso trascurato: per fare un piccolo ma molto significativo esempio, la BMW ha stravolto meccanicamente, introducendo la trazione anteriore, la nuova serie 1, perché quasi tutti i possessori della precedente generazione ignoravano il fatto che la propria auto spingesse e non tirasse. È proprio vero quindi che, in un certo senso, siamo noi a farci guidare e non più noi a guidarle, le nostre auto.

Arrivati a questo punto l’unica soddisfazione (se così si può definire) è riscontrabile nei vari dettagli dell’abitacolo o negli espedienti per rendere la carrozzeria più grintosa. I tanto di moda pacchetti “S-line”, “AMG”, “M sport” e compagnia bella la fanno oramai da padroni, spesso anche con trovate molto discutibili, come i finti scarichi sostituiti da plastiche cromate, e cerchi dal polliciaggio sempre più esagerato possono stravolgere la percezione estetica. Insomma nessuno vuole più rinunciare ad auto premium, termine oggi abusato.

Secondo molte persone dunque apparire è più importante di essere, e questa voglia di farsi notare non poteva non investire anche il mondo dell’auto, vero status symbol della società odierna.

Matteo D’Alessandro | 11 febbraio 2020.

Matteo D'Alessandro

matteo.dalessandro@superpista.it

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