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Per una mobilità sostenibile: l'Ami 8 a soppressata calabrese e altre proposte. - Superpista
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Per una mobilità sostenibile: l’Ami 8 a soppressata calabrese e altre proposte.

Signori, diciamocelo: l’automobilismo (o per usare il linguaggio degno dei mènaggggers, l’automotive) è all’anno zero. I governi di tutta Europa hanno dichiarato guerra ai carburanti fossili, e ogni giorno riceviamo messaggi indignati da gente che non può più usare la propria auto benché recente (clamoroso il caso di DeAngelis Plinio, di Roma, che due mesi dopo aver pagato 40.000 euro per una Touran TDI se l’è vista rivalutare dallo stesso concessionario che gliel’aveva venduta quanto tre chili di patate all’Esselunga). Tranquillo Plinio, con un po’ di fortuna potrai ricavarne un po’ di più rivendendola in Uzbekistan.

La politica, nella sua lungimiranza tipica di chi non sbaglia proprio mai, semmai fa stronzate clamorose per le quali la colpa è sempre di qualcun altro, ha ormai deciso: il futuro è elettrico. Ma anche il presente è elettrico, certo, sempre che uno si possa permettere un’auto elettrica di attuale generazione (la nuova Renault Le Bidet attualmente viene sui 50.000 euro e ha sei metri di autonomia) ma non è colpa della politica se negli anni passati anche i poveri hanno reclamato il diritto di viaggiare in auto, quando per loro sono state messe a punto delle ottime e durevoli scarpe da ginnastica. In caso siate fra quei fottuti riccastr…. ehm, pochi fortunati in grado di permettersi l’acquisto di una elettrica, non pensate di aver vita facile, fra colonnine che non si trovano o che non funzionano, autonomie e spese per chilometro disastrose, guasti vari e improvvisi incendi una tantum. Perché, se credevate che il futuro è impersonale e freddo, vi sbagliavate di grosso: potrete riscaldarvi quanto volete, e magari arrostirvi un paio di salsicce, dinanzi al falò della vostra Tesla.

Però, c’è chi dice no. C’è chi sostiene che quella dell’elettrico non sia l’unica soluzione praticabile, e che al contrario siano percorribili tante altre strade che permettano non solo una mobilità a basso costo che permetta di far a meno dei carburanti fossili, ma anche di liberare l’Italia dal giogo della dipendenza energetica da paesi brutti sporchi e cattivi, che da decenni ci tengono per le pal…. Ci ricattano bellamente dissanguadoci le finanze in allegria. E’ per questo che noi di Superpista abbiamo portato avanti degli esperimenti sfruttando le nostre eccellenze gastronomiche regionali, che in più di un’occasione si sono dimostrate salvifiche per scopi ulteriori (avete provato a sturare un lavandino con il Filu Ferru di Mamoiada ad 80 gradi? Altro che idraulico liquido!)

Partendo da cinque regioni italiane scelte scientificamente con l’antico metodo del Bim Bum Bam, abbiamo allestito cinque vetture modificandole per funzionare a carburante autarchico ed italianissimo. Dopo un messaggio di approvazione proveniente da Predappio, e misteriosi finanziamenti piovuti da oltrecortina fumogena, abbiamo concluso i test e siamo in grado di presentarvi tutti i dati in nostro possesso.

Primo esperimento. La filiale veneta di Superpista con sede a Grappano del Grappa, frazione di Cirrosi sul Garda, ha messo a punto una Fiat Duna Weekend con alimentazione a grappa e bestemmie. Le due cose combinate insieme, secondo gli studi, dovrebbero permettere alla regione Veneto di essere completamente autosufficiente per quanto riguarda la mobilità, il che è un buon inizio per quella indipendenza da anni inseguita dal governatore Zaia. Purtroppo il test non ha potuto avere luogo per un imprevisto tecnico: pare che la Fiat Duna si sia fermata in un’osteria del vicentino per giocare a carte con gli anziani del luogo, e non abbiamo notizie di lei da tre settimane, a parte una scomunica papale arrivata a divinis per blasfemia molesta e continuata.

Secondo esperimento. La filiale sarda di Superpista con sede a Sucunnu Mammarua, frazione di Carbonia Ardentia, ha messo a punto una Matra Simca Ranch con alimentazione a Birra Ichnusa e formaggio coi vermi. Odore a parte, che al passaggio dell’auto ha causato la morte istantanea di tutte le zanzare esistenti nel raggio di 150 km, i primi esperimenti sono stati decisamente positivi: la collaudatrice, tal Baingia Desole originaria di Sudiauru Chittaffattu, età 107 anni, è riuscita ad ottenere un consumo di cinque litri per cento km di sterrato ed un accelerazione da nuraghe a nuraghe di appena venti minuti. L’unico inconveniente è stato quando i vermi del formaggio hanno cominciato a bersi tutta l’Icnusa rimasta nel serbatoio e questo, oltre a causare un deciso aumento del consumo fino a livelli Hummer H1, hanno reso i vermi robusti e prepotenti, tanto che, una volta preso il controllo dell’auto, hanno proseguito il test senza l’aiuto della collaudatrice. Allo stato attuale, comunque, il test non ha potuto avere esito a seguito del sequestro dell’auto a causa della positività all’etilometro dei vermi. Così almeno si apprende dal verbale dei Carabinieri del comando di Sussamànna.

Terzo esperimento. La filiale emiliano-romagnola di Superpista con sede a Batacchiòlo in Persiceto, frazione di Lasagnuola D’Arda, ha messo a punto una Citroen Axel alimentata a Lambrusco e ciccioli. La prova su strada è partita dalla Festa dell’Unità in frantumi di Novellara e dopo una cinquantina di km tutto sommato tranquilli, la nostra Citroen ha cominciato a ruttare fragorosamente ad ogni buca nel terreno. Avendo bisogno di un terreno perfettamente liscio ove portare a termine la prova, ci siamo rivolti a Raul Casadei (uno che di liscio dovrebbe intendersene) ma il risultato è stato che la nostra Axel, dopo il quinto ballo, fra un ondeggio e l’altro, ha provocato nausea e vomiti a tutti i collaudatori, che hanno avuto l’occasione di rivedere le tagliatelle al ragù di otto giorni prima. Al momento ci risultano tutti imbarcati a bordo di un barchino carico di profughi siriani nel mediterraneo in tempesta guidato dal nonno 94enne dal capitano Schettino. “Soffriamo meno”, hanno dichiarato.

Quarto esperimento. La filiale lombarda di Superpista con sede a Legnate sul Membro, vicino a Casalcoglionengo, ha messo a punto una Alfa Romeo Arna TI alimentata a nebbia e cassoeula. La prova ha avuto inizio alle tre di notte dal parcheggio di Sancavallo Donato, con un’umidità del 430% circa (ultima rilevazione prima che i nostri strumenti si riempissero d’acqua) e una visibilità di sei centimetri a partire dai fanali anteriori dell’auto. La prova è quindi proseguita praticamente alla cieca, dando la possibilità al collaudatore Cerutti Gino, anni 58 (che gli amici del bar del Giambellino lo chiamavan Drago per la capacità di sputare fuoco dopo il sedicesimo bicchiere di grappa alle more) di schiacciare un ricco sonnellino mentre guidava. La prova dovrebbe essere finita bene, e usiamo il condizionale perché ancora in attesa dei dati che dovrebbero arrivarci dall’atollo di Bomburoa, nel Pacifico meridionale, ove il Cerutti si è risvegliato dopo un tragitto che ancora deve essere ben chiarito.

Quinto esperimento. La filiale calabrese di Superpista con sede a Santa Melanzana Calabra provincia di Peperone Tauro, ha messo a punto una Citroen Ami 8 Break con motore alimentato a soppressata e Bivongi rosso. Guidata dal nostro fidato collaudatore Peppinantonio Lo Bove detto “U’ Scannaporcu” in virtù di una precedente esperienza lavorativa alla Amadori, la Ami è stata, fra tutte le nostre auto, quella che probabilmente si è meglio comportata. Anzi, la potenza fornita dalla mitica soppressata calabrese è stata tale che in un impeto di nostalgia per la serie Hazzard, il nostro Peppinantonio dopo aver dipinto il numero “01” nelle fiancate e la bandiera confederata calabrese sul tetto, dopo una breve rincorsa ha eseguito alla perfezione il salto dello stretto di Messina, arrivando in volo fin quasi a Milazzo e dimostrando così l’inutilità totale del famigerato ponte sullo stretto. Purtroppo non possiamo fornirvi i risultati nemmeno di questo test perché Peppinantonio si è dato alla latitanza dopo aver avuto notizia di essere ricercato da comitati di onesti e probi uomini d’affari (mafiosi, ‘ndranghetisti, cassamortari, democristiani, novax, e mamme che portano i figli all’asilo col Porsche Cayenne) che avevano sostanziosi interessi economici sulla costruzione del ponte.

Antonio Cabras | Milano, 24 febbraio 2020.


Antonio Cabras

antonio.cabras@superpista.it

Nasce a Sassari nel 1980 e subito dopo gli viene diagnosticato l’autismo. Ma fraintende, e così comincia a disegnare automobili a tutto spiano dimenticandosi di imparare a parlare. Laureatosi per sbaglio in giurisprudenza, capisce appena in tempo che è meglio essere ricordati per una vignetta sulla Fiat Duna che non per una causa rovinosamente persa.

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