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PANDACEA, il rimedio universale buono per tutti i mali - Superpista
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PANDACEA, il rimedio universale buono per tutti i mali

Nel 1980 avviene un fatto storico per l’automobilismo italiano, non parlo della vittoria sul Turini da parte della Ritmo di Bettega e neppure della doppia vittoria nel mondiale rally della 131 Abarth che domina il costruttori e porta alla vittoria del titolo piloti Walter Röhrl.

Divagherò prossimamente su questa mia forma comunicativa volta a valorizzare l’auto (più o meno vincente) in quanto sia essa a condurre al successo un pilota più che viceversa.

In questo articolo parlerò di un altro successo, quello commerciale della Panda, un mezzo iconico del panorama cultural-automobilistico dell’Italia degli ottanta.

“Cosa resterà di questi anni 80?” cantava Raf ed oggi potremmo rispondergli serenamente :”un sacco di Panda!” proprio perché se proprio devo trovare un difetto a quest’auto dal punto di vista meramente commerciale direi proprio : essere indistruttibile!

Dal punto di vista emozionale non mi ha mai fatto impazzire, devo essere sincero, ma pensandoci bene preparando questo articolo ho pensato proprio all’essere essenziale della Panda: insipida, inodore, il primo ingrediente per piacere a tanti senza venir schifati. Approfondendo un pochino l’auto mi sento di riportarvi anche qualche freddo dato tecnico, utile a capirne però il successo di vendite.

Iniziamo dalle specifiche quindi:

Panda 30, bicilindrico raffreddato ad aria da 652 cc, 30 CV ed una velocità massima di 115 orari.

Panda 45, cubatura di 903 cc che eroga 45 CV e permettono di raggiungere i 140 Km/h (da raggiungere solo se con tanto pelo sullo stomaco e con l’aiuto di tutti i santi del Paradiso! )

Fin qui nulla di che, auto semplice e bruttina poteva dire un comunissimo fighetto degli anni 80

 …”però quante ne sono state vendute?!?”.

La risposta è 4,5 milioni di esemplari solo della prima serie, osserviamo di seguito gli aspetti che hanno maggiormente contribuito; iniziando dalla parola d’ordine : SPAZIO!

Giugiaro interpreta quindi magistralmente questa direttiva raggiungendo un incredibile equilibrio tra volumi, dimensioni e pesi impostando così una linea che rimarrà invariata per più di vent’anni.

Gli spot pubblicitari dell’epoca parlano di automobilismo multifunzionale, una filosofia che in Francia porta al successo assoluto la Renault 4, ed è proprio grazie a questo aspetto che

la Panda vende tanto da subito; 25 centimetri più corta di una 127, paraurti avvolgenti come sperimentati sulla Ritmo, inoltre è l’ unica della categoria 650 cc ad essere omologata per cinque persone ed a parità di passo con le concorrenti è la vettura con il maggior spazio abitabile ( addirittura 984 cm cubici con i sedili posteriori asportati, soluzione che presto diverrà utile per commercializzare le versioni business ).

Era proprio l’abitabilità la vera forza di questa vettura, tra le varie soluzioni per massimizzare lo spazio troviamo un abitacolo molto versatile con la possibilità di agire su varie regolazioni del divanetto posteriore, in pratica elevarono all’ennesima potenza la possibilità di personalizzazione degli interni, peraltro completamente lavabili.

Per migliorare le partenze a freddo (altro tallone d’Achille delle auto dell’epoca) installarono una bobina a doppia uscita inoltre era dotata di uno schema di sospensioni tipo Mcpherson che la rendevano più confortevole sui terreni sconnessi.

Se proprio vogliamo trovarle un difetto di tipo commerciale potremmo dire che era troppo ben fatta, troppo resistente nella sua essenzialità (ciò che non c’è non si rompe, diceva Henry Ford), era quindi perfettamente integrata negli anni ‘80 come tanti altri oggetti di culto che ancora oggi resistono in mezzo ad un umanità in preda al consumismo più spietato.

Concludo questo articolo parlando della mia utima esperienza con una pandina, nuova di zecca (purtroppo), rossa fiammante, a noleggio sull’isola di Creta.

Innanzitutto scelgo lei per il costo molto contenuto e perché, sebbene non simpatizzi per il gruppo FCA, in terra straniera divento più patriottico, ed ecco che tutti gli aspetti della panda emergono: semplice ma completa, piccola ma spaziosa, agile ma non assetatissima, un’ottima compagna di viaggio. Immaginate 5 italiani in vacanza a Creta che sfrecciano ai 150 orari sfanalando ad un Cayenne…possono essere solo su una Panda!

Nicola Balducci | 6 marzo 2020.

Nicola Balducci

nicola.balducci@superpista.it

Alias rocket_baldu. Romagnolo con annessi e connessi, visceralmente appassionato di tutto ciò che ha un volante ed un rombo pazzesco. Agente di commercio e pilota a tempo perso (ma speso bene). Tifoso del Cesena e sciatore fin da bimbo, buongustaio di provincia. Divoratore in tenera età di Topolino, Ruoteclassiche ed Automobilismo d’epoca. Grazie alla mamma amo l’arte, grazie al babbo sono sarcastico. Empatia, cultura e piadina i capisaldi. Corro per guidare, non sempre per vincere.

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