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il polistrumentista Jacky Ickx - Superpista
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GP von Barcelona 1971: Jacky Ickx

il polistrumentista Jacky Ickx

Ovvero Monsieur Le Mans, detto “Pierino il terribile”…

A Bruxelles, il 31 dicembre 1944, tra i festeggiamenti del capodanno, qualche appassionato belga deve aver espresso un desiderio simile a questo: “voglio che nasca un pilota belga in grado di scrivere la storia del motorsport”. Il primo gennaio 1945, a Bruxelles, nasce Jacky Ickx. Probabilmente deve aver preso quel desiderio di quell’appassionato come un’enorme responsabilità, dato che giovanissimo prova a intraprendere la carriera motoristica a due ruote, con enduro e trial su sterrato, superficie che gli diventerà amica verso i primi anni ‘80.

Jacky però preferisce alle due, le quattro ruote, dove fin da subito riesce a farsi notare. Siamo in Germania, al Nurburgring, corre l’anno 1967 e per problemi di numero la federazione manda sulla griglia di partenza le auto di Formula 1 insieme alle auto di Formula 2: ad appena Ventidue anni, il pilotino belga si trova in griglia con i campioni… E ora? E ora, niente… Quanto è piccolo, un campione, se visto dallo specchietto retrovisore? Ickx, con una Matra F2 di Tyrrell, stacca il terzo tempo dietro solo alle Formula 1 di Clark su Lotus e di Hulme su Brabham. Non male, vero? Non male, ma con un terzo posto in qualifica, di certo, non scrivi la storia del Motorsport, ma il desiderio di quell’appassionato va esaudito e Jacky, quindi, si chiede: “Qual è il posto in cui possa scrivere la storia di questo sport?”

Domanda retorica, chiaramente, quindi sempre per la stagione ‘68 Ickx firma un contratto con Maranello, che lo preferisce a Steward poichè lo scozzese è un pilota da monoposto, è la star della Formula 1 in quegli anni, mentre Ferrari ha bisogno di un pilota versatile, in grado di farsi valere anche nel campionato Sportprototipi. Forghieri ed il reparto corse Ferrari gli creano la meravigliosa 312B, oltre al soprannome di “pierino il terribile” per via del suo aspetto da ragazzino unito al suo carattere forte, tipico di quelle persone che sanno cosa vogliono.

Jacky Ickx, Ferrari 312B2, Grand Prix of Monaco, Circuit de Monaco, 23 May 1971. (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

Nel campionato Sportprototipi, Ickx scrive la storia: critica per la scarsa sicurezza la partenza in stile LeMans, con i piloti dal lato opposto della pista rispetto alle loro auto, costretti a correre per montare a bordo il più velocemente possibile e partire senza neanche allacciarsi le cinture di sicurezza; lo fa presente nel briefing pre gara, ma viene ignorato, quel ragazzino non può cambiare la tradizione di questa gara. Sicuri? Al via della 24h di LeMans del 1969 Jacky passeggia con calma verso la sua vettura, sale a bordo, si prende tutto il tempo per allacciarsi al meglio le cinture di sicurezza, accende l’auto e parte: è ultimo. Durante il primo giro di quella corsa, un incidente si porta via il pilota privato John Woolfe che partì, appunto, senza aver allacciato le cinture di sicurezza: lo schianto gli fu fatale. Partito ultimo, Ickx rimonta e vince la corsa, scrivendo la storia con quella sua blanda e plateale passeggiata verso il suo bolide rabbioso che lo attendeva a “cinture spalancate”. Dall’anno dopo, il regolamento cambia: i migliori piloti del mondo, sulla griglia di LeMans, non partiranno mai più correndo come dei pazzi, ma lo faranno in sicurezza.

La storia è stata scritta? Beh, a questo punto si, e ora? Ora si va avanti, è stata scritta una sola pagina di storia.

Di LeMans Jacky ne vincerà Sei, guadagnandosi meritatamente il soprannome di Monsieur LeMans. Nel biennio ’82-’83 vincerà anche il campionato Sportprototipi; vince nella serie CanAm con la Lola; disputa Centosedici Gran Premi di Formula 1 vincendone Otto, ottenendo come miglior risultato iridato il secondo posto, nelle stagioni 1969 e 1970. 

Jacky Ickx alla Parigi Dakar, nel 1986. La sua bellissima Porsche 959, in livrea Rothmans, passerà alla Storia e sarà la base di sviluppo della 964, introdotta nel 1989 dalla Casa di Stoccarda.

Polistrumentista: dove lo metti, lo metti; lui va forte, e non solo su pista. Nei primi anni ‘80 arriva la passione per l’Africa, per i rally, per la Parigi-Dakar: corre e vince con Mercedes nel 1983, mentre nel 1986 convince Porsche a partecipare e con la favolosa 959, in livrea Rothmans, ottiene il secondo posto dietro ad un’altra 959, del francese Metge. Ricorderà sempre con amore gli anni trascorsi tra le dune e i bivacchi della Dakar dichiarando lui stesso che quelle gare nel deserto lo impegnavano a livello agonistico ma anche mentale, accompagnandolo a scoprire il mondo, realtà e genti diverse. 

Ickx, ad oggi, si gioca il podio di miglior pilota della storia a non aver mai vinto un mondiale di Formula 1 con Jim Clark e Ronnie Peterson.

Il senso di questa storia? 

Quando è capodanno e ti dicono di esprimere un desiderio, tu fallo, che non si sa mai.

Matteo Giorgio Barbato | Bergamo, 17 marzo 2020

Matteo Barbato

matteo.barbato@superpista.it

Bergamasco classe 1998, studente di scienze della comunicazione. Sconfinata passione per le automobili, con un debole per quelle d’epoca. Ferrarista. Sono un ossimoro. Sono passionale e facilmente emozionabile.

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