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le bombe di Hamamatsu - Superpista
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Suzuki Escudo

le bombe di Hamamatsu

Quante volte vi è capitato di percorrere tre o quattro curve della cronoscalata più famosa del Mondo
con metà schermo del televisore occupato dall’ enorme ala della Suzuki Escudo V6, e terminare
rovinosamente contro un albero o giù dal burrone?

A me, parecchie, motivo per il quale ho sempre
preferito altre tipologie di auto… Ovviamente sto parlando di guida virtuale, nella fattispecie di Gran
Turismo 2, videogioco che ha aiutato Suzuki MotorSport e Nobuhiro Tajima (soprannominato Monster) a
farsi conoscere e ricordare nel mondo delle competizioni sportive.


Il fortissimo pilota, dopo alcune partecipazioni al WRC, è diventato uno specialista delle cronoscalate,
esordendo alla legendaria Pikes Peak con la Suzuki Cultus bimotore. Si trovano alcuni rari video su
YouTube di questa vettura, e vi invito a cercare anche il rarissimo filmato della Swift bimotore.
Il sodalizio tra Tajima e la casa di Hamamatsu, porta alla nascita di Suzuki MotorSport, il reparto corse
che svilupperà alcune tra le 4 ruote motrici più potenti ed estreme della storia dell’Automobilismo, come la
Escudo, commercializata come Vitara in occidente, la Cultus, la SX4 e la più recente XL7.


Per quanto riguarda la Cultus, dobbiamo ringraziare Gran Turismo 2 per averci lasciato un ricordo di
questa macchinetta molto simile alle WRC Plus odierne, per quanto riguarda la presenza di numerose e
vistose appendici areodinamiche, che purtroppo non la aiutarono ad essere competitiva come sperato.
L’esperienza con la bimotore è però fondamentale per sviluppare la Escudo più spregiudicata di sempre.


Stiamo parlando di una Vitara ribassatissima, allargata ed alata all’inverosimile, ma soprattutto dopata
come un ciclista al Tour de France: 985 CV a 8100 giri/min sviluppati dal cazzutissimo V6 da 2,5 litri, sovralimentato da ben due turbine e che appunto riusciva a sviluppare poco meno di 1000 cavalli, portando il rapporto tra peso e potenza inferiore ad uno!!!


Nel 1996, questa belva porta Monster sul secondo gradino del podio alla cronoscalata statunitense, ma sarà
proprio Gran Turismo a consacrarla regina indiscussa delle corse contro il cronometro, inserendola in
quasi tutte le versioni del gioco, facendo domandare ai puristi come noi di Superpista cosa fosse quella
strana Vitara pressochè inguidabile ed inverosimile.
Tajima vinse nel 1998 al Queenstown Gold Rush International Auto Hill Climb ma il primo record
alla Pikes Peak arrivò solo nel 2007 con la Escudo XL7, venendo battuto poi dallo stesso pilota nel 2011,
con la SX4. Tempi davvero bassi e “ferri” incredibili anche se, in casa Superpista, quando si parla della
cronoscalata statunistense, si pensa subito a Vatanen che spreme la sua 205 T16 guidando con una sola
mano, mentre usa l’altra per ripararsi dal fastidioso riflesso del sole.


Vi ho parlato così delle vere bombe di Hamamatsu, automobili che tanto hanno insegnato ai tecnici di
Suzuki, portandoli ad avere una conoscenza incredibile della trazione, della gestione della potenza e della
guidabilità, sempre in crescita in termini qualitativi e di piacere, negli ultimi anni. Ed è proprio grazie all’
esperienza in pista con l’ultima piccola sportiva Suzuki che decido di scrivere questo articolo.


Stiamo parlando di Swift Sport, provata al limite all’ Adria Raceway, in occasione dell’ultima edizione del
Rally Italia Talent, meravigliosa iniziativa di Renzo Magnani e di Aci Sport, della quale parleremo in
seguito, sempre su Superpista.it.


Ho il piacere di salire sulla Swift in una fredda ma soleggiata mattina di inizio Febbraio ed, al mio fianco, ho
niente meno che Gigi Pirollo, geniaccio dei rally sul sedile di destra, fortissimo pilota e grande
istruttore, che mi offre qualche dritta sulle traiettorie nel primo giro, lasciandomi spremere la Swift nei giri
successivi.
Rimango stupito dalla cattiveria ai bassi di questo Go-Kart travestito da auto da Zia, con un’erogazione che
ricorda quella del motore aspirato, almeno finchè non arriva una spinta a ricordarci che il 1.4 è dotato del turbo,
grazie al quale raggiunge 140 CV.


La coppia sviluppata passa da 220 a 235 Nm e la spettacolare accelerazione e guidabilità della vettura
sono dovute al peso piuma di soli 975 Kg a vuoto, aspetti che in un certo senso ci ricordano la filosofia
“Escudo”.
Mentre spremo la Swift Sport, conducendola agilmente tra i tornanti della pista, non ho tempo di pensare a
tutti questi aspetti. Gigi mi chiede di spingerla di più, di staccare più al limite e lei sembra complice di
questo progetto volto a portarmi al di sopra delle mie capacità di guida assecondandomi, anzi, gridandomi
attraverso il suono del motore di maltrattarla ancor di più, per dimostrarmi quanto sia affidabile e
divertente, anche se portata allo stremo. Tutto ciò grazie ad incredibili rapporti peso/potenza e
peso/coppia.
Sono entusiasta di questa piccola bomba e non lo nascondo a Gigi, trascorrendo un buon quarto d’ora
insieme a lui in auto a parlare di traiettorie, esperienze ed ovviamente della protagonista… La Swift Sport.

La famiglia YoungtimersItalia / Superpista vi invita perciò a provare l’ultima bomba di Hamamatsu,
ovviamente solo dopo aver corso la Pikes Peak in meno di 10 minuti, con l’Escudo!

Nicola Balducci | Cesena, 17 marzo 2020.

Nicola Balducci

nicola.balducci@superpista.it

Alias rocket_baldu. Romagnolo con annessi e connessi, visceralmente appassionato di tutto ciò che ha un volante ed un rombo pazzesco. Agente di commercio e pilota a tempo perso (ma speso bene). Tifoso del Cesena e sciatore fin da bimbo, buongustaio di provincia. Divoratore in tenera età di Topolino, Ruoteclassiche ed Automobilismo d’epoca. Grazie alla mamma amo l’arte, grazie al babbo sono sarcastico. Empatia, cultura e piadina i capisaldi. Corro per guidare, non sempre per vincere.

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