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Panda Alessi: l’accoppiata inaspettata - Superpista
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Panda Alessi: l’accoppiata inaspettata

Il 2003 si apre con una fra le novità più attese dal panorama automobilistico italiano, la presentazione della seconda serie dell’utilitaria Fiat più famosa degli anni ottanta. Dopo più di due decadi e un clamoroso successo di pubblico, la storica Panda viene mandata in pensione a favore di un modello completamente nuovo. Il lancio ufficiale è supportato da una massiccia campagna di marketing che in breve tempo si fa breccia nel cuore degli italiani. Nonostante l’aspetto completamente rinnovato, la piccola di casa Fiat mantiene la sua indole giocosa, simpatica e versatile, che aveva reso celebre il modello originale. Così come era stato per la sua progenitrice, non tardano a mancare le versioni speciali ad arricchire il listino della gamma. Fra le prime e le più curiose, c’è sicuramente quella Alessi, presentata in concomitanza col Salone del mobile di Milano del 2004 e realizzata in edizione limitata a partire dal 2006. La collaborazione con l’atelier di design dà vita ad un modello estroso e sbarazzino, che mescola il carattere anticonformista della Alessi con quello della Panda.

Esternamente le differenze sono immediate e risaltano subito all’occhio, a partire dalla verniciatura. I colori disponibili sono tre: l’arancio Narciso, il verde Tagliente e il nero Cattivo, che fanno da contrasto con i paraurti e i fascioni laterali bianchi. Le coppe ruota sono specifiche: essenziali ma d’effetto, con il celebre omino Alessi a risaltare sopra. Anche le barre portapacchi sul tetto sono bianche e assieme all’antenna “luminosa”, garantiscono la visibilità della vettura anche a duecento metri di distanza, nel mezzo di un parcheggio affollato. L’ultimo ritocco esterno riguarda il vetro della terza luce laterale, modificato in modo da riprendere il colore della verniciatura.

L’interno non è da meno, grazie alla tappezzeria a tinte vivaci che si amalgama con quelle della carrozzeria, secondo una vera e propria esplosione di colore. Il tachimetro è serigrafato con il logo Alessi e il mobiletto del tunnel è ridisegnato in modo da incorporare un vano di forma rotonda pensato per i cd. È presente anche un supporto portacellulare in silicone, in modo da cambiare facilmente le tracce musicali mentre si sta guidando. La leva del cambio è specifica, ed è riconoscibile per via della gemma in metallo. Il prototipo iniziale prevedeva delle inedite alette parasole specchiate, realizzate in modo da potervi annotare sopra degli appunti a pennarello, come su una lavagnetta. Questa caratteristica non venne ripresa nel modello prodotto in serie.

Alle modifiche estetiche, fa da cornice una dotazione degli accessori piuttosto ricca che prevede di serie ABS, climatizzatore automatico, fendinebbia, specchietti elettrici e radio cd con comandi al volante, Bluetooth e vivavoce. Il modello è stato proposto con una sola motorizzazione, la paciosa 1.2 a benzina da 60 cavalli, parca nei consumi ed economica nella gestione. La carriera della Alessi è terminata silenziosamente nel 2009, anno in cui ha abbandonato il listino senza particolari dispiaceri se non quello di togliere un tocco di vivacità alla gamma Panda. Non è chiaro il numero di esemplari prodotti, ma parliamo comunque di cifre molto contenute.

Se da un lato l’appetibilità di questo allestimento era comunque limitata a una ristretta nicchia di mercato, dall’altro la scarsa promozione e il prezzo alto non hanno favorito le vendite. Al momento del lancio la Alessi aveva un prezzo di 12.910 euro, cinquanta in meno della Panda 4×4. Oggi le poche che spuntano sul panorama dell’usato hanno prezzi in linea con le versioni classiche dell’utilitaria Fiat. Qualche esemplare ha trovato fortuna fuori dall’Europa, dove è stato esportato per la sua componente esotica e fuori dagli schemi. È curioso sapere che l’unica riproduzione disponibile di questo modello sia stata proposta dalla Takara, che l’ha realizzata in versione Choro-Q, da sempre popolarissima fra i bambini giapponesi.

La Alessi diventerà una futura youngtimer? Forse, intanto rappresenta una valida alternativa per chi è alla ricerca di qualcosa di diverso da un’ordinaria Panda, senza rinunciare alle caratteristiche che hanno reso intramontabile questa vettura generazionale.

Alessandro Giurelli | Roma, 18 marzo 2020.

Alessandro Giurelli

alessandro.giurelli@superpista.it

Nasce a Frascati nel 1993, l’anno in cui Larini e la sua 155 TI stracciavano l’invincibile armata Mercedes a casa propria, nel campionato DTM. Lancista convinto, non ha vissuto l’epopea rallystica della Delta Integrale, ammalandosi di nostalgia precoce già nei primi anni di vita. Appassionato di automobili, colma le lacune del suo garage riempiendo di macchinine le vetrine di casa. Ha una laurea in economia ma non sa dove metterla perché ha finito lo spazio sulle mensole.

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