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Lancia Thema 8.32

the lady sleeper

Quando ad un’auto viene affibbiato l’appellativo di “sleeper” si tratta di una vettura che può
sembrare si una comunissima auto da famiglia esternamente, ma aprendo il cofano si
scopre che non si tratta affatto di una normale berlina. Questo termine è relativamente
moderno ed ha origini principalmente americane. In seguito, si é diffuso in tutto il mondo.
Questa pratica di “swappare” motori potenti o elaborati su vetture normali raccoglie centinaia
di appassionati, inebriati dalla velocità e dagli sguardi di stupore di chi magari, si trova a
battagliare con loro e perdere miseramente. Alcuni appassionati si trovano, però, nella
condizione di volerne una, senza spendere cifre esorbitanti per un motore o magari rovinare
con questo genere di modifica irreversibile un’auto già storica o che comunque lo potrà
diventare. Ed è proprio qui che fa capolino la Lancia Thema 8:32 Ferrari. Una sleeper a tutti
gli effetti, non esasperata e non preparata in garage, ma ricca di lusso e bellezza che solo
Lancia riusciva a dare alle sue ammiraglie in quegli anni. La partnership con Ferrari nasce
nel 1972, quando Enzo Ferrari, dopo numerosi tira e molla, cede il v6 della Dino affinché sia
montato sulla Stratos, che di lì a poco sarebbe diventata una leggenda del mondo rally. Nel
1986,al salone di Torino, veniva presentata la Thema 8:32, dove l’Otto stava per il numero
dei cilindri e 32 per le valvole e non per la cilindrata di 3.2.

Il motore era un 3.0 di derivazione Ferrari 308, che diede non pochi problemi agli ingegneri
per quanto riguarda l’inserimento all’interno del cofano, dove si optò per sostanziali ritocchi.
La bestia di cui veniva dotata questa Thema erogava circa 215 cavalli, il che la rendeva una
delle trazioni anteriori più veloci dell’epoca. L’interno era dominato dalle sedute in pelle realizzate
da Poltrona Frau, i cui colori venivano scelti dal cliente e la radica del cruscotto.

i lussuosissimi interni in pelle Poltrona Frau

Sul cruscotto, lo sguardo non poteva che non cadere sul quadro strumenti, giallo a fondo scala rosso in
pieno stile Ferrari, e lontano dagli occhi indiscreti c’era il tasto per far uscire allo scoperto dal
baule l’alettone a scomparsa. Il suo comportamento su strada era tutto un programma,
degno peraltro del suo nominativo di sleeper, nel misto stretto la troppa potenza e la stazza
facevano soffrire la Thema di sottosterzo e di uno spunto in uscita non dei migliori, ma
all’arrivo dei rettilinei la potenza veniva scaricata violentemente appena si schiacciava in
fondo. Non ce n’era per nessuno, sempre se qualcuno era così coraggioso da sfidarla.

Domenico Borrescio | Cosenza, 22 marzo 2020.


Domenico Borrescio

domenico.borrescio@superpista.it

Ciao a tutti mi presento sono Domenico, un giovane ragazzo di 18 anni con la malattia delle auto storiche e dei motori, abito in Calabria in un paesino di nome Lungro in provincia di Cosenza, spero tanto che i mie articoli vi piacciano.

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