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Donne al volante, invidia dilagante - Superpista
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Donne al volante, invidia dilagante

Sarà capitato anche a voi di ripercorrere la vostra vita in pochi istanti, seduti sul sedile di destra, mentre alla guida una donzella rischiava il frontale di turno… Eppure lo stesso potrebbero dire tante di loro, nei nostri confronti. Chi non ha mai sfoggiato la propria prontezza al volante, per fare colpo?

In questo articolo, amici di Superpista e YoungtimerItalia, vi parlerò delle femmine più veloci della storia; femmine perchè ancora ci piace chiamare ogni cosa con il proprio nome. Alcune di esse non ci sono più, alcune sono donne, altre ancora ragazze, senza dimenticare le tante bimbe che lottano nei kartodromi per far mangiare la polvere ai bulletti di turno, che le vorrebbero già relegate in casa a giocare con le Barbie.

Inizio parlandovi dell’aspetto che davvero mi appassiona, cioè che tutte le pilotesse combattano o abbiano combattuto in mezzo ai barbari, i piloti, categoria semplice ma affiatata, grezza ma con un’eleganza di fondo che in pochi altri sport si ritrova; e se per tanti il paddock è una famiglia, per le ragazze potrebbe assomigliare più ad un manicomio.

Sebbene nel più seguito degli sport si finga integrazione, dividendo maschi e femmine come nella più antica delle scuole e cercando di promuovere una realtà (calcio femminile) che volenti e nolenti sarà sempre di categoria inferiore, nel Motorsport questo non avviene e non è mai avvenuto.

Certamente la grande discriminante nel mondo delle corse non sono soltanto i danari, ma l’impostazione dell’accesso alla gara, derivata dall’equitazione: non distingue il sesso degli equipaggi, e la sfida contro il cronometro non conosce distinzioni.

Fu proprio Maria Teresa De Filippis ad aprire la strada alle tante ragazze cui scorre benzina speciale nelle vene: opponendosi alla famiglia, decise di dedicarsi alle corse, raccogliendo soddisfazioni ed amare sconfitte come qualsiasi pilota della storia: nel ’48, a soli Ventidue anni, vinse una corsa a bordo di una 500. Si trattava della Salerno – Cava de Tirreni, gara di 10 km poco distante dalla sua Napoli.

Maria Teresa De Filippis ai paddock de La Condamine, Montecarlo, nel 1958.

“Pilotino”, come veniva chiamata dai compagni di paddock, fu la prima pilota a correre in F1. Era il 1958 ed era armata di una splendida Maserati 250F. Non fu competitiva come sperava, ma poco importa, un solco era stato tracciato ed ai piloti importa più partecipare che vincere, fidatevi di uno che in griglia di partenza ci si trova spesso!

Pensate all’emozione che poteva provare una ragazza rinchiusa in un mostro a ruote scoperte, che aspettava la bandiera a scacchi per alzare la frizione ed iniziare ad umiliare quelle bestie sporche d’olio che nel parco chiuso la guardavano come i gatti guardano il topo, emozione che ha portato tante ragazze a superare se stesse, le volontà delle proprie famiglie ed anche tanti fortissimi avversari!

Maria Teresa De Filippis, a Monza, nel 1958.

Tra le più forti automobiliste noi di Superpista ve ne segnaliamo alcune, cercando di toccare i più disparati aspetti:

Se vi piacciono la Formula Indy e la Nascar di sicuro ricorderete Danica Patrick (comparsa anche nei Simpson), unica esponente del gentil sesso ad aver vinto una gara di Indy Car Series, più precisamente la Indy Japan 300 del 2008, può inoltre vantare di aver esordito come miglior terzo ed ottavo posto ad Indianapolis 500 e Daytona 500.

Per darvi un’idea, pensate che solo 14 piloti, in tutta la storia, hanno compiuto giri in testa in entrambe le competizioni, e Danica è tra questi. Detiene inoltre due pole position in Nascar, mentre nella categoria Indy ha partecipato a 116 GP, di cui uno vinto; 7 podi, 2 giri veloci e 3 pole (tutte nell’anno dell’esordio). Inoltre, la bellissima pilota debutta sulla più musicale delle auto da Turismo di quegli anni: la Ferrari 550 V12 del team Prodrive, nel campionato American Le Mans Series.

Danica Patrick, con un suo avatar in mattoncini Lego, in posa a Manhattan.

Altre specialiste delle ruote scoperte sono Carmen Jordà, che corre in F3; Susie Wolff, moglie del celebre Toto e collaudatrice in F1 ed infine Shannon McIntosh, cresciuta vicinissimo al tempio della velocita statunitense: Daytona. Nel 2012, Shannon McIntosh è l’unica donna a correre nel campionato americano F2, ed è in grado di vincere più di 100 gare in carriera.

Michelle Mouton, a Los Angeles con l’Audi Quattro, nel 1984. Audi stava intensificando la propria presenza negli Stati Uniti, distribuita dalla rete ufficiale Porsche, con l’headline “Porsche+Audi: nothing even comes close”.

Per gli amanti dello sterrato ricordiamo le imprese di Michèle Mouton, fortissima rallysta che corse negli anni dei mostri del gruppo B, con la splendida Audi Quattro (della quale potete leggere in un’altro articolo qui, su Superpista) e Jutta Kleinshmidt, la tedesca capace di vincere la Dakar nel 2001.

Michelle Mouton, con la sua Audi Quattro, in versione Lego. Lego sta dando molta attenzione alla Donna, nel mondo del Motorsport. Un’iniziativa degna di nota.

La corsa endurance più famosa del Mondo vide poi un equipaggio interamente femminile nel 2010, capitanato dalla svizzera Cyndie Allemann, dalla cugina di Buemi, Natasha Ganchnang, ed infine da Rahel Frey.

Michela Cerruti, in rosa e in posa, con la Mercedes Benz Classe C con la quale ha dominato a Monza, nel 2011, alla Superstars Series.

Tra le italiane spicca Michela Cerruti: partecipa al Campionato Italiano Turismo Endurance, a bordo di un’Alfa 147 Cup, ed è l’unica ragazza ad aver vinto una gara della Superstars Series a Monza, nel 2011. Corre poi alcune gare in Formula E per il team Trulli GP.

Concludiamo questa carrellata di fortissime pilotesse con Sophia Floersch che, a soli 17 anni, fu protagonista di un incidente gravissimo a Macao durante una gara di F3. In regime di bandiera gialla esce di pista, scaraventandosi sulle barriere a più di 270 Km/h.

Sophia Floersch. Viva per una combine fortunata, si è rimessa in posta al termine della riabilitazione, come se nulla fosse.

Sophia, non nuova alle lotte dure, torna al volante dopo pochi mesi ed è più veloce di prima, complici i tantissimi anni passati al volante, visti i suoi esordi in kart ad appena Cinque anni, e nel 2016 sbarca in F4, andando a punti nella gara d’esordio.

Il messaggio che mandiamo noi di Superpista è quindi il seguente: si torni ad investire nel Motorsport, ma si investa però tanto sui ragazzi, quanto sulle ragazze!

Nicola Balducci | Cesena, 3 aprile 2020.

Nicola Balducci

nicola.balducci@superpista.it

Alias rocket_baldu. Romagnolo con annessi e connessi, visceralmente appassionato di tutto ciò che ha un volante ed un rombo pazzesco. Agente di commercio e pilota a tempo perso (ma speso bene). Tifoso del Cesena e sciatore fin da bimbo, buongustaio di provincia. Divoratore in tenera età di Topolino, Ruoteclassiche ed Automobilismo d’epoca. Grazie alla mamma amo l’arte, grazie al babbo sono sarcastico. Empatia, cultura e piadina i capisaldi. Corro per guidare, non sempre per vincere.

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