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Siamo noi la California Vol.1 - Superpista
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il Lingotto

Siamo noi la California Vol.1

Riflessioni sulle differenze di approccio alle corse tra USA ed Europa.

Pensate alle tortuose stradine dei tanti borghi dello Stivale, ai dirupi dei passi montani al confine con Francia, Svizzera ed Austria ed, ancora, alle tante panoramiche a ridosso del mare, che possiamo trovare sul Gargano, o in Costiera Amalfitana…

il traffico californiano, in una foto dello scorso decennio. Non che la situazione sia molto diversa, parco auto a parte.

Ora, pensate alle gigantesche highway statunitensi, agli spazi enormi di cui dispongono ed alle distanze che ricoprono.

Adeguate poi le cubature e le cavallerie… Quando in Europa un 3 litri era un “motorone”, dall’altra parte dell’Atlantico si viaggiava in media su un 5000 cc; cavalli americani e coppie incredibili.

L’evoluzione competitiva non poteva che svilupparsi su Due binari, simili ma impossibili da incrociare. Così, mentre nel vecchio continente ci si sfidava con piccole vetturette su piste tortuose e mulattiere sterrate, in America la sfida veniva già improntata sul quarto di miglio e sugli ovali.

Immaginiamo di essere il petrolhead statunitense medio, alla guida su una grande arteria autostradale americana, con bibita extralarge annessa: tra grossi pick-up e lentissimi minivan, ci possiamo divertire a fare gimkana da destra e sinistra, sfruttando le Cinque o Sei corsie, esattamente come avviene nella NASCAR, oppure sfidare la Mustang di turno al semaforo sui grandi e interminabili boulevard.

Contrariamente, in Europa e specialmente in Italia, il gusto risiede nell’abilità e la destrezza, sfide su misto stretto ed evoluzione tecnologica delle vetture a tutto tondo (pensate solamente alla tecnologia delle sospensioni sulle auto di serie) che porta sempre più in alto l’asticella delle prestazioni.

Così, mentre gli europei limano decimi in pista, gli americani sviluppano le corse trafficate in circuito ovale e le drag race sul quarto di miglio, da fermi.

Proprio ragionando sulla “noia” che evocano le gare NASCAR, ci siamo scervellati sui motivi che hanno portato a tante differenze negli sviluppi delle competizioni, ed è proprio nella competitività che troviamo la risposta: gare diverse, per differenti abilità!

Solo chi vede gli ovali con superficialità non rimane affascinato dall’enorme abilità dei piloti che alternano sarpassi a destra e sinistra a velocità folli e con un muretto a 3 millimetri. D’altronde, gli stessi statunitensi potrebbero restare perplessi guardando la F1 nel GP di Monaco, con poche piccole monoposto che corrono in mezzo alla città, senza poter esprimere tutta l’esplosività in termini di potenza.

Partendo da queste considerazioni, aumenta il desiderio di saperne di più sulla NASCAR, la Formula INDY, le drag race, i Monster Truck ed i demolition derby…

Vi parleremo di ognuna di queste categorie nel dettaglio, per cercare di avvicinare i Due continenti in nome del Motorsport, con il sogno di incrociare i binari sui quali viaggiano.

Iniziamo parlando di stock cars, ovvero auto di serie elaborate meccanicamente, fenomeno che negli States dilaga negli anni ’20 e ’30, per esigenze tutt’altro che corsaiole poichè, negli anni del proibizionismo, i contrabbandieri necessitano di veicoli più resistenti e prestazionali; necessità che porterà alla nascita di competizioni tra auto di serie, elaborate per correre su poche centinaia di metri fianco a fianco, oppure nel traffico dell’ora di punta, curvando sempre a sinistra.

Solo nel 1948, dopo il Conflitto, nascerà la National Association for Stock Car Auto Racing, a Daytona, diventato il tempio della velocità, dopo che dal ’35 le sue spiaggie sono state teatro di sfide accese e leggendarie.

Oggi, la NASCAR è il secondo avvenimento sportivo più seguito, naturalmente subito dopo il Superbowl, ed appassiona grandi e piccini, seppur in Europa rimanga ancora all’ombra di altre sfide.

Se guardando Cars o Herbie, non vi è venuta voglia di provare a fare un giro lanciato sull’ovale più famoso al Mondo, non possiamo che domandarci il perchè.

la Lancia Scorpion, della quale Herbie si innamora perdutamente. Negli States, a tutt’oggi, amano guidare europeo, nonostante tutto.

A tal proposito, torneremo sull’argomento, al quale non basta lo spazio di un libro da 500 pagine, con la nostra imminente emanazione statunitense. Già, perché stiamo per esportare la democrazia, la nostra, anche nella terra della democrazia per eccellenza.

Nicola Balducci | Cesena, 16 aprile 2020.

Nicola Balducci

nicola.balducci@superpista.it

Alias rocket_baldu. Romagnolo con annessi e connessi, visceralmente appassionato di tutto ciò che ha un volante ed un rombo pazzesco. Agente di commercio e pilota a tempo perso (ma speso bene). Tifoso del Cesena e sciatore fin da bimbo, buongustaio di provincia. Divoratore in tenera età di Topolino, Ruoteclassiche ed Automobilismo d’epoca. Grazie alla mamma amo l’arte, grazie al babbo sono sarcastico. Empatia, cultura e piadina i capisaldi. Corro per guidare, non sempre per vincere.

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