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Viaggi organizzati - Superpista
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Renault Espace F1

Viaggi organizzati

«Quando c’erano i cavalli non si arrivava mai; veniva buio presto, e presto era già tardi».

Era appena iniziato il 1984 quando Lucio Dalla pubblicò il brano «Viaggi Organizzati» dove, come mezzo protagonista del videoclip, faceva capolino una Renault Espace, futura auto rivelazione della Casa della Losanga.

La Renault Espace venne inizialmente concepita come sostituta della Matra-Simca Rancho, ormai obsoleta per i gusti dell’epoca, sebbene si trattasse ancora di una pratica multispazio. Rifiutato da PSA, alla quale Matra era legata a doppio filo, il progetto che portò all’Espace venne proposto alla Regie, dove venne accettato entusiasticamente.

Erano tempi in cui, in America, le grandi wagon per famiglia iniziavano a farsi da parte per far posto alle MPV, o van lussuosi. Un esempio di questa nuova corrente automobilistica fu la Chrysler Voyager, conosciuta anche come Dodge Caravan, ovvero l’epigono a stelle e strisce della Renault Espace. A inizio 1984, la Renault Espace venne immediatamente considerata la rivelazione dell’anno, aprendo la strada alle monovolume europee, con Dieci anni di anticipo. Basti pensare al fatto che il poker PSA-Fiat sarebbe arrivato non prima del 1994.

Lunga poco più di Quattro metri e dotata di coefficiente di penetrazione aerodinamico di tutto rispetto per la sua categoria (Cx di 0,32), la Espace si discostava dalle “multispazio” dell’epoca per soluzioni davvero innovative, sia all’esterno (come la carrozzeria costituita da pannelli in fibra di vetro fissati su di un telaio portante galvanizzato) che all’interno, dove spiccava l’abitacolo modulare. A tal proposito, alla Espace venne data la possibilità di ruotare di 360° le poltrone anteriori e ripiegare su se stesso il divano centrale, trasformandolo in un pratico tavolino. Questa ed altre soluzioni, resero la Espace un salotto viaggiante.

le prime Quattro generazioni della Renault Espace.

Al debutto, la francese venne proposta con un 2 litri (1995 cm³) a benzina da 110 CV di derivazione Renault 25, alimentato a carburatore. Ben presto arrivò anche una parca motorizzazione diesel da 2.1 litri da 88 CV, certamente non un fulmine di guerra, ma adeguata alla tipologia di “famigliare tuttofare” cui era votata la Espace, e soprattutto affidabile. Successivamente, si aggiunse alla gamma un altro 2 litri, sempre a benzina, ma alimentato ad iniezione elettronica e capace di 120 CV. Tale motorizzazione fu abbinata anche al nuovo allestimento “Quadra”, la versione 4×4 della Espace, raggiungendo il primato di unica monovolume dotata di questo tipo di trazione. Nel 1989, il 2 litri benzina andò in pensione, sostituito da un 2.2 litri, sempre ad iniezione, da 110 CV.

Fari gialli, carrozzeria bicolore, interni modulari: la Espace è stata una grande novità.

Per quanto riguarda il comparto telaistico, l’Espace era dotata di un avantreno a ruote indipendenti con quadrilateri deformabili e un retrotreno ad assale rigido con barra Panhard, soluzioni all’epoca avanzate per una monovolume, che le conferivano un comportamento stradale di tutto rispetto.

La francese ebbe l’onore, e l’onere, di aver portato in Europa il concetto di monovolume, diverso da quanto visto fino a quel momento (cioè un semplice furgone adibito a trasporto persone) e realizzato per unire lo stile di guida di una classica berlina ad una vettura dall’abitacolo più che generoso e modulabile a seconda delle esigenze. L’Espace centrò il suo obiettivo destando scalpore già al suo esordio e proponendosi come valida alternativa a quei mezzi di derivazione commerciale, come ad esempio il Fiat 900T Panorama o il Volkswagen Transporter, che peccavano di soluzioni innovative rispetto alla nuova arrivata e che appartenevano, soprattutto, a segmenti anche molto diversi. Insomma, la Espace aprì un nuovo segmento.

il primo restyling della Espace, arrivato a fine 1988.

Va detto anche che l’Espace fu anche l’unica monovolume a montare il motore di una posto, diventando una F1 formato famiglia, secondo la classica volontà tutta francese di grandeur.

Visto il buon successo di vendite, la produzione della monovolume francese continua ancora oggi, alla quinta generazione. Tuttavia, è scemato il mercato delle monovolume di taglia extralarge, in favore dei SUV, ma la Renault Espace rimane fedele a se stessa, proponendo uno stile sempre nuovo e ponendosi come alternativa credibile all’unica station wagon extralarge rimasta sul mercato, ossia la Volvo V90.

Lunga vita alla Espace!

Domenico Arcudi | Reggio Calabria, 23 Aprile 2020.

Domenico Arcudi

domenico.arcudi@superpista.it

Classe 1995, vive a Reggio Calabria, attualmente è specializzando in programmazione e gestione delle politiche sociali. Laureato in scienze sociali, Arcudi gestisce attualmente un "think tank virtuale" denominato "a clockwork bergamot", incentrato su una rivalutazione della Calabria.

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