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308 GTB VS 037: Alberto Battistolli racconta - Superpista
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Alberto Battistolli

308 GTB VS 037: Alberto Battistolli racconta

Nel 1975, Ferrari sbarca nel mondo dei rally, in maniera non ufficiale ma con un continuo supporto da Maranello. La padovana Michelotto si occupa di preparare la vettura per i fondi più aspri, lavorando principalmente sui materiali di rivestimento e sulle sospensioni. La 308 Gran Turismo Berlinetta rimane una vettura sviluppata per la strada, quindi scordatevi telai tubolari e pesi contenuti. Nonostante ciò, riesce a conquistare qualche vittoria, tra cui il Tour de France Auto, nel 1982. Nello stesso anno, aiuta Tonino Tognana a vincere il Campionato Italiano, insieme ad una “cugina di secondo grado”: la Lancia Rally 037.

Alberto Battistolli e Bettina Biasion. Figli d’Arte.


Sfruttando questo aneddoto e la disponibilità di Alberto Battistolli, cercheremo di farvi capire le emozioni che prova un giovanissimo alla guida dell’unica Ferrari da Rally esistita, e le principali differenze tra le Due auto, così affascinanti, seppur diverse tra loro.


Partiamo proprio da Alberto, tanto talentuoso quanto disponibile a parlarci senza filtri di ciò che prova quando, tra le mani, stringe un volante Lancia o Ferrari. Passateci il termine, ma non possiamo non definire una figata parlare con un ragazzo classe 1997 di impressioni alla guida su Ferrari 308 GTB gr 4 e Lancia Rally 037. Se poi aggiungiamo al cocktail un mix tra sincerità, passione e freschezza, ne deriva un’oretta di chiacchiere tra appassionati che vola in un istante, scherzando su quanto sia serio il padre “Lucky” nelle interviste, mentre lui stesso non riesce a trattenere l’entusiasmo che accomuna chiunque ami guidare.

Alberto Battistolli e la Ferrari 308 GTB, al Milano Rally Show.


Iniziamo a parlare delle auto e da subito emerge un fattore chiave: seppur Ferrari sia da sempre sinonimo di competitività, il know-how delle case rivali era maggiore, perciò l’esperienza durò poco a causa della scarsa affidabilità della vettura. Il dispendio di tempo in assistenza è il primo fattore critico che Alberto ci riferisce: “pensate che per smontare il cambio di una 037 bastano una ventina di minuti, mentre nella 308 GTB, come nella Stratos, il procedimento è assai più lungo e difficoltoso!”


Perciò, già nel Parco Assistenza nasce qualche criticità, pur rimanendo il fatto che parliamo di auto profondamente diverse: la 037 nasce per correre (e vincere), perciò adotta sistemi ad hoc come il telaio tubolare, carrozzeria alleggerita, sospensioni inedite e compressore volumetrico, abbinato ad un 4 cilindri. Diversamente, la 308 GTB utilizza un telaio stradale, abbinato al roll-bar, motore ad 8 cilindri trasversale-centrale, quasi a sbalzo.


Tutto ciò, comporta una differenza sostanziale articolata su pesi e ripartizioni tra le due auto: la Ferrari, pur avendo un basso baricentro, resta più goffa e meno comunicativa, mentre la Lancia si lascia dare del “tu”, rimanendo più maneggevole ed intuitiva grazie alla miglior distribuzione dei pesi stessi.


Alberto ci riferisce di riuscire a capire e sfruttare meglio la 037, guidandola d’anticipo con un minore sforzo fisico rispetto alla 308 GTB che paga, appunto, una distribuzione meno armoniosa dei pesi; con la prima inoltre è possibile una guida più al limite, riuscendo anche a frenare di gomma, come si fa in go kart; mentre nel caso della Ferrari è considerabile solamente la staccata a ruote dritte per via di un comportamento più da vettura stradale.

La scarsa esperienza della casa di Maranello emerge analizando il sottosterzo in ingresso curva. Alberto ci dice, senza girarci troppo attorno, che scaldare le gomme anteriori della GTB non è per niente facile, ed anche in prova si rischia che perdano temperatura, rendendo davvero difficile un’impostazione millimetrica, eppure, osservandolo mentre la mette di traverso con tanto di braccio fuori dal finestrino, sembra davvero un’auto permissiva.


Emerge però un aspetto positivo della 308 GTB: il cambio, molto più fluido ed aggressivo rispetto alla 037, complice anche una pacatezza maggiore del motore, potente ma ben più sornione sotto i 5000 giri/min. La Lancia guadagna tantissimo, in quanto a coppia.
L’ultimo aspetto tecnico di cui ci parla Alberto è l’abitacolo, davvero troppo stretto, dell’emiliana: per un ragazzone di 185 cm, il tetto risulta troppo basso, e la posizione di guida non è ideale. Giunti a questo punto, se la conversazione finisse qui, la Ferrari ne uscirebbe davvero male. D’altronde, in pochi ricordano una “rossa” da Rally, ed un motivo forse ci sarà; eppure è l’amor che move il Sole e l’altre stelle, ed è dall’emozione che nascono le storie più avvincenti, perciò il nostro obiettivo non è eleggere una vincitrice, bensì capire quali siano le emozioni di Alberto al volante di una, anzichè dell’altra.


“Se devo correre un evento straripante di pubblico come può essere il Milano Rally Show” – ci confida – “scelgo la Ferrari, perchè correre stringendo quel volante col Cavallino ispira fascino, nostalgia, rispetto per la vettura, senza considerare i boati del pubblico che spinge tanto quanto il motore, unico nella sua musicalità”. Diversamente, dice della 037: “se il volante stretto è quello della Lancia. cambia tutto, a partire dalla strumentazione complicata e funzionale, strettamente alla gara”, concludendo con: “quando ci sali, lo fai per vincere”.

la Lancia 037 di Alberto Battistolli, in notturna. Nero su nero…


Ecco perciò la grande differenza tra la Ferrari e la Lancia: una nata per divertire ed affacciarsi in un mondo sconosciuto, l’altra per vincere tutto, dopo anni di ricerca ed esperienza sugli sterrati di tutto il mondo. Ad oggi, della prima ti godi guida, tifo e sound, mentre la seconda ancora ispira competitività e – sedendosi al volante – non si riesce ad inserire la modalità passeggio.

La conversazione continua per alcuni minuti, confrontando le reazioni delle due sulla parabolica del circuito di Monza, entrando in tecnicismi davvero raffinati.


Dopo queste considerazioni, c’è anche spazio per un aneddoto legato al padre Lucky a bordo della 037, quando al Rally di Sanremo si posiziona tra Giandomenico Basso ed Umberto Scandola, ben più giovani ed al volante di auto moderne, proprio per farci capire quanto ancora oggi la Lancia sia competitiva. Sul suo predecessore, Tonino Tognana, non può che dire: “chapeau, la 308 GTB era ed è un’auto stupenda da guidare, ma piena di pecche”.

Alberto Battistolli non disdegna nemmeno le migliori produzioni straniere, come la Ford Sierra Cosworth. Come disdegnarla, d’altronde?


Ciò che più ci ha colpito parlando con il giovanissimo pilota vicentino è l’atteggiamento aperto, sereno e disponibile, che contraddistingue l’appassionato puro di questa disciplina. Chiacchierando, emerge la vicinanza di filosofia che accomuna Alberto con chi vi scrive e cioè “correre per stare in macchina”. Ogni occasione è buona per guidare e staccare dal mondo che ci circonda.


Ringraziamo Alberto che, in neppure 12 ore, ci ha dato disponibilità per l’intervista ed ha risposto ad ogni domanda con franchezza, chiarezza e competenza, dimostrandosi umile ed alla mano, come erano i rallysti di una volta e dei quali condivide, insieme a tutti noi, una grande nostalgia. 
Lo salutiamo con affetto, aspettando la ripresa alla normalità per vederlo di traverso a salutarci con il braccio fuori dal finestrino!

Nicola Balducci | Cesena, 29 aprile 2020

Nicola Balducci

nicola.balducci@superpista.it

Alias rocket_baldu. Romagnolo con annessi e connessi, visceralmente appassionato di tutto ciò che ha un volante ed un rombo pazzesco. Agente di commercio e pilota a tempo perso (ma speso bene). Tifoso del Cesena e sciatore fin da bimbo, buongustaio di provincia. Divoratore in tenera età di Topolino, Ruoteclassiche ed Automobilismo d’epoca. Grazie alla mamma amo l’arte, grazie al babbo sono sarcastico. Empatia, cultura e piadina i capisaldi. Corro per guidare, non sempre per vincere.

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