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il Fordismo: tra ombre e Innovazione - Superpista
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Ford Thunderbird 4 porte

il Fordismo: tra ombre e Innovazione

L’auto per tutti. Quando nacque? Quando le auto iniziarono ad abbandonare le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, fino a diventare mezzo di locomozione quotidiano e comune?

Bisognerà aspettare Ventidue anni da quel 1886 (anno in cui venne realizzata la prima automobile), perché fosse pensata una vettura in grado di rientrare in prezzi accessibili a una buona parte della popolazione. Il cambiamento che permise questo traguardo non riguarda però un uso di materiali di peggiore qualità, ma in una reinvenzione originale nella produzione dell’auto.

Il cuore del cambiamento, Henry Ford, nacque nel Luglio del 1863, nell’area metropolitana di Detroit. Nel momento della fondazione dell’omonima compagnia, che deteneva per un quarto, Ford aveva Quarant’anni, e una passione verso la meccanica che l’accompagnava già da Trenta. Un piccolo genio: il suo primo motore a vapore venne realizzato nella piccola e personale officina da un Ford solamente quindicenne.

Da quel risultato alla fondazione dell’imponente società sono passati studi, ricerche e numerosi lavori diversi, anche per via della necessità di sostenere la famiglia. La vita del grande imprenditore è però accompagnata anche da errori inequivocabili, con la partecipazione alla massoneria dal 1884 in poi, e un rapporto con il Terzo Reich estremamente collaborativo.

Il marchio Ford fu l’azienda di maggior successo dell’imprenditore, ma non l’unica. A Detroit, nel 1898, dopo essersi licenziato dal lavoro di ingegnere dalla Edison, diede origine alla Detroit Automotive Company. L’azienda non ebbe lunga vita , e l’imprenditore dovette accettare una chiusura amara, ma che non sancì la sua definitiva resa. 

E fu così che nel 1903, con rinnovate forze, Ford e altri soci tra i quali John e Horace Dodge, più tardi fondatori di un altro marchio, firmarono il contratto per dare vita alla compagnia automobilistica. I primi Cinque anni furono di assestamento, si iniziò a produrre poche auto al giorno, in quel primo vecchio stabilimento sulla Mack Avenue a Detroit, assemblando componenti precedentemente acquistati.

Oggi è rimasto poco o niente di quello che nel 1903 vedeva Ford ogni giorno nell’entrare nella propria ditta, ma una replica di quello stabilimento c’è, e si trova a Greenfield Village. I modelli prodotti qui furono Due: Ford A e Ford AC, due auto come si deve, per carità, ma poca cosa rispetto a quello che propose in seguito il Marchio americano.

Il mercato automobilistico tutto venne scosso dal salto compiuto dalla Ford. Come ogni tecnologia che si rispetti, anche l’Automobile nasceva come qualcosa di eccezionale e costoso, ma che pian piano sarebbe diventato più comune e facile da replicare. Questo passaggio non è però automatico, e richiede innovazioni graduali. Le innovazioni arrivarono nel 1908, con l’introduzione della catena di montaggio e del nastro trasportatore. Una riorganizzazione produttiva di questo tipo consentiva stipendi molto più dignitosi ai lavoratori, riducendo contemporaneamente i costi dei veicoli finiti.

Il frutto di tutto questo fu la Ford Model T, prodotta dal 1908 fino al 1927. Tra la model A e la T ci furono ben Diciannove vetture sperimentali, ognuna con una lettera diversa, fino alla definitiva T. Curiosa era ancora la presenza di ruote dai raggi in legno, in modo che gli stessi artigiani che riparavano le carrozze fossero in grado di riparare anche le ruote dell’auto.

Il periodo di lavoro alla Edison permise inoltre a Ford stringere un bel rapporto di amicizia con Thomas Edison, facendone scaturire una collaborazione che si concretizzò proprio in quest’auto, con la realizzazione di un impianto di accensione ad hoc. Furono Quindici milioni gli esemplari di Model T prodotti, un numero impressionante, non solo per l’epoca.  Quanto dobbiamo a Ford? Forse, nonostante gli errori, più di quanto si possa pensare. Una nota positiva è pero la sua ammirazione verso la casa del biscione: “Quando vedo passare un’Alfa, mi tolgo il cappello”.

Alessandro Trezza | Verolanuova, 29 aprile 2020

Alessandro Trezza

alessandro.trezza@superpista.it

Studente bresciano liceale nel tempo libero, a tempo pieno in cerca di nuove sfide. Grande passione per la pallacanestro, il buon cibo e le discussioni interessanti. Sono nuovo dell’ambiente, ma non è mai il momento sbagliato per tuffarsi nel mondo Youngtimers.

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