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Ventuno anni e non sentirli - Superpista
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Ferrari F360 Modena

Ventuno anni e non sentirli

«Salone di Ginevra, Marzo 1999». Mentre nelle sale cinematografiche debuttava “Matrix”, grande capolavoro del genere fantascientifico dei fratelli Wachowski, al Salone di Ginevra la Ferrari F355 (evoluzione della precedente 348, del 1989) si apprestava a passare il testimone alla nuova “baby” di casa Ferrari: la 360 Modena. La Ferrari 360 Modena prese le distanze dalla F355, sia sotto l’aspetto estetico che sotto l’aspetto tecnico.

la 360 Modena Spider, in livrea Giallo Ferrari.

Estetico perché, grazie ad uno studio di prim’ordine in galleria del vento, riuscirono ad ottenere un corpo vettura pulito, smussato e levigato che le consentiva di ottenere una migliore aerodinamica ed una deportanza tale per cui, a 300 orari, si generava un carico aerodinamico di 180 kg. Tutto ciò senza l’ausilio di esagerati alettoni e (poco eleganti) appendici aerodinamiche.

la 360 Modena, al momento della presentazione ai giornalisti.

Tecnico perché, ad esempio, il telaio monoscocca era – per la prima volta su un’auto del Cavallino – completamente in alluminio. Ciò permise di contenere il peso entro i 1.400 kg, senza minare la rigidità strutturale. Tale materiale venne usato anche per la carrozzeria che, come la progenitrice F355, mantenne al posteriore quattro faretti rotondi disposti in orizzontale, marchio di fabbrica in Ferrari sin dai tempi della 308. La parte più riuscita stilisticamente della 360 Modena era senza dubbio il posteriore dove, grazie all’estesa vetratura, si poteva ammirare il propulsore, in tutto il suo splendore.

Il propulsore, appunto (nome in codice F131B), evoluzione dell’Otto cilindri con 40 valvole della sua progenitrice F355, fu sapientemente modificato nella corsa (+2 mm) e conseguentemente nella cilindrata che passò a 3.586 cc e 400 CV a 8.500 g/min ed era in grado di spingere la 360 Modena oltre i 298 km/h. Due le tipologie di cambio disponibili: manuale a Sei marce o sequenziale, chiamato “F1”, che altro non era che un elettro-idraulico a Sei marce.

A circa un anno dal lancio, la 360 Modena venne declinata anche nella variante Spider e, poco più avanti, nel 2003, nella pistaiola Challenge Stradale. Oggi poco più che ventunenne, la modenese è già una vera youngtimer e, nonostante gli esemplari costruiti, pari a circa 16.000, resta una godibile granturismo, da prendere al volo qualora ne troviate una al giusto prezzo e dotata del cambio ad H manuale, con griglia a vista.

Ancora tanti auguri, piccola grande Ferrari!

Luigi Di Genova | Pozzallo, 29 Aprile 2020.

luigi di genova

luigi.digenova@superpista.it

Classe ’93, un diploma in meccanica e un master in meccanica industriale, Luigi cresce negli anni novanta a pane e Quattroruote e diventa presto un cultore di auto di ogni epoca. Nel tempo sviluppa una particolare inclinazione alle storiche e nello specifico alle youngtimer, che hanno accompagnato la sua infanzia prima e la sua adolescenza poi. Cresciuto sul sedile di una Y10 grigio quarzo del ’91, oltre a quest’ultima, nel suo garage trovano posto una Fiat 126 del ’76, una Fiat X1/9 del ’77 nonchè una giovane e anomala Opel Corsa Turbo del ’18.

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