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Senna sempre - Superpista
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Ayrton Senna

Senna sempre

Quando alla prima gara di kart sul bagnato le prese da tutti, decise che quello che si era dimostrato il suo tallone d’Achille sarebbe diventato il suo punto di forza per gli anni a venire. Completò gli studi superiori con ottimi voti in tutte la materie, in particolar modo matematica e fisica, mentre dedicava il resto del tempo alla preparazione fisica ed alla guida. Fu tra i primi piloti F1 ad avere un preparatore personale.

Quando giunse in Europa cambiò il suo cognome. “Da Silva” era quello paterno”, ma dato che era fin troppo comune, prese quello della madre. Il primo paese europeo che raggiunse fu l’Italia, dove corse con i kart preparati dai Fratelli Parrilla. Da allora, in un modo o nell’altro, conserverà sempre per lo Stivale un amore viscerale. In una conferenza stampa di F1 datata 1993 – tra lo stupore generale – dichiarò che il suo rivale più difficile da battere fu un certo Terry Fullerton, che aveva incontrato ai tempi del kart. Il passaggio dai kart alle monoposto non fu semplice, e dopo che il padre gli concesse un primo prestito, dovette provvedere da solo a tutto il resto. Sì trasferì nel Regno Unito per sfidare i migliori. 

Dominò così nelle categorie minori cui prese parte e fu in contatto con diverse scuderie di primo piano, dove svolse diversi test, ma non ottenne un ingaggio ufficiale per la stagione successiva. Fiducioso delle sue capacità e stanco di aspettare, a fine 1983 accettò il contratto con la piccola Toleman. È l’inizio della sua epopea in F1.1984, prima stagione nella massima serie: oltre al secondo posto a Montecarlo, un terzo a Brands Hatch ed un ulteriore 3° in Portogallo. Non male per un rookie dai modesti mezzi. Tra 1985 e 1987 corse per la Lotus, un Team che stava ormai appassendo, ma da cui tirò fuori le ultime incredibili risorse. Oltre alle prime pole position e vittorie, tenne una piccola rubrica su Autosprint ed instaurò un rapporto speciale con la casa motoristica Honda.

1988: giunge la grande chiamata in McLaren. La stagione fu senza esclusione di colpi con il compagno di squadra, Alain Prost, che alla fine dovette però cedergli il trono. Arriva il primo di tre Titoli Mondiali. Grande è la sua fede in Dio, che porterà sempre con sé: una Bibbia da leggere quando non è in pista, dichiarazioni al limite del mistico quando è in conferenza. Tanto capace di immergersi nella sua spirituralità e nei suoi freddi calcoli, quanto incapace di trattenre i propri sentimenti in talune occasioni, dando sfogo del suo lato più caldamente umano. Se si potesse riassumerne un frammento di vita in numeri, probabilmente sarebbero questi: 162 Gran Premi disputati ed 80 podi, di cui 41 primi posti, 23 secondi posti e 16 terzi posti. 3 titoli mondiali (1988, 1990, 1991). 19 giri veloci, 37937 chilometri percorsi su una Formula Uno, di cui 13676 in testa partendo per ben 65 volte dalla pole position. Il suo nome significa “Stella del Deserto”. 

Magico, solitario, a tratti tormentato. Solo dopo la sua morte si scoprì che donava gran parte dei suoi guadagni ad associazioni benefiche, soprattutto nel suo paese d’origine, il Brasile. Alle 14.17 del 1° Maggio 1994 esalava l’ultimo respiro terreno Ayrton Senna.

Da allora il suo nome è Leggenda. È ispirazione. È immortale nei valori che ha saputo trasmettere.

Andrea Villa | Milano, 1 Maggio 2020.

Andrea Villa

andrea.villa@superpista.it

Classe 1994, giornalista per passione prima che per lavoro. Sin da bambino ha sviluppato una grande passione per l'automobile ed il motorsport, in particolare per la Formula Uno. Numeri e matematica non sono il suo forte, se la cava decisamente meglio con le parole e le persone.

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