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la Superleggera sfida il peso - Superpista
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Touring Superleggera

la Superleggera sfida il peso

Il Made in Italy è un’indicazione di provenienza che ha sempre affascinato un po’ tutto il Mondo, e i prodotti che escono dalla nostra penisola, infatti, sono saturi di una qualità che caratterizza la nostra Cultura. Pensate al cibo, invidiato e imitato ovunque, ovviamente senza successo, ma anche al prodotto industriale, che vanta un ottimo livello formale e peculiare.

Alfa Romeo 6C 2300B

Le auto rappresentano uno di questi nostri talenti, e ciò è evidenziato dal fatto che la maggior parte delle vetture più belle e prestigiose della Storia, siano state progettate e realizzate da carrozzerie italiane, capaci di enfatizzare la tecnica e l’artigianalità. Geni della produzione fuoriserie come Pininfarina, Bertone, Zagato, Touring e via dicendo, sono famosi in tutto il mondo per aver reso dei semplici mezzi di trasporto, veri e propri oggetti stilistici da osservare e guidare, assaporando ogni singolo particolare percepibile.

Alfa Romeo 6C 2300B


Oltre alla cura formale e progettuale, il mondo dei carrozzieri italiani ha portato anche innovazione, e un lampante esempio di carrozzeria capace di stravolgere e rivoluzionare il mondo dell’automobilismo negli anni ‘30 è, senza alcun dubbio, Touring. Una realtà creata nel 1926, proprio con l’intento di dare uno stile nuovo alla vestizione dei telai delle vetture.


Nata a Milano, dopo il rilevamento della carrozzeria Falco di Vittorio Ascari, fu fondata da Felice Bianchi Anderloni e Gaetano Ponzoni, avvocati con il desiderio di mettere in pratica la loro passione automobilistica e l’esperienza della tecnica più raffinata.
Il primo stabilimento fu situato nella periferia Nord di Milano, a due passi dalla fabbrica Alfa Romeo del Portello, dalla Citroën Italiana e dallo stabilimento della Isotta Fraschini che, insieme all’Alfa, furono le prime Due case ad avere il marchio Touring su alcune loro vetture.

Alfa Romeo 6C 2500SS


L’innovazione della carrozzeria milanese nacque dall’esigenza di risolvere un problema che all’epoca era molto comune. Nei primi del 900 infatti, i telai delle auto erano quasi tutti derivati da quelli delle carrozze e le case automobilistiche, che producevano chassis, li consegnavano spogli ai loro clienti. Successivamente, questi ultimi, in base alle proprie esigenze e alle disponibilità economiche, stabilivano a quale carrozzeria affidare la realizzazione dei propri veicoli, progettati e poi assemblati sui già presenti telai.
Questi però, essendo in legno, erano esageratamente pesanti, come l’insieme dei componenti che venivano montati successivamente. Si pensò quindi ad una soluzione, qualcosa che ovviamente non potesse limitarsi alla pura forma, ma necessitasse di uno studio tecnico del corpo vettura stesso.

esempio di telaio tubolare.

L’idea, quindi, si indirizzò subito verso una riduzione drastica del peso, combinata con la minima resistenza dell’aria sul corpo vettura. Inizialmente infatti, la casa milanese aveva acquisito la licenza del sistema di montaggio Weyman, metodo già innovativo per l’epoca, che permetteva di sostituire i pesanti pannelli in ferro, che venivano chiodati alla rigida e massiccia ossatura in legno, con dei pannelli molto più sottili e leggeri in pegamoide, materiale simile al cuoio. Questi ultimi, erano fissati alla scocca, anch’essa alleggerita dal fatto che non fosse piu necessario il suo lavoro di sostegno delle lamiere. L’aspetto negativo di questa tecnica, però, fu caratterizzato dalla bassa qualità del pegamoide, che col tempo tendeva a rinsecchirsi e screpolarsi, compromettendo la rigidità strutturale. Questo inconveniente, invece di preoccupare gli ingegneri della Touring, li incentivò a pensare e realizzare, intorno al 1935-36, un nuovissimo metodo costruttivo, il Superleggera.


Questo sistema fu caratterizzato dall’esperienza di Touring nell’eseguire lavorazioni su parti di aeroplani, grazie alla collaborazione con l’Areonautica Militare. Anche Zagato realizzò sempre autovetture facendo riferimento agli aereoplani, ma Touring, diversamente da Zagato, non prese ispirazione dalla loro forma, ma dall’utilizzo di quei materiali così innovativi, che su un mezzo di trasporto come l’auto non si erano mai visti.


La prima cosa importante che fecero, come suggerisce il nome, fu quella di alleggerire, sostituendo quell’ingombrante e pesante telaio in legno, con una struttura tubolare in acciaio e cromo-mobildeno, rivestita con leggeri pannelli in alluminio e altre leghe che le attribuivano resistenza. Fu una soluzione tanto semplice quanto rivoluzionaria, perchè si passò da una scocca unita elasticamente al teleio tramite tasselli in gomma, detti Silent-blocks, ad una scocca in grado di formare un unicum con il telaio, ricoperta con alluminio, delicatamente saldato. Naturalmente, anche i restanti componenti della vettura ricevettero una riduzione del peso, come l’utilizzo di una struttura tubolare per il sostegno dei sedili e la sostituzione del materiale dei cristalli posteriori, che dal comune vetro diventarono in plexiglas. Tutto mirato alla massima leggerezza.


Il Superleggera, oltre ad abbassare la lancetta sulla bilancia, aveva come secondo fine quello di surclassare la resistenza dell’aria. Anche in questo caso, le conoscenze in ambito aeronautico contribuirono a determinare uno studio formale atto ad un miglioramento della penetrazione dell’aria. Tutti i modelli Touring infatti, venivano realizzati in scala, e testati in una galleria del vento costruita all’inteno del loro stabilimento.


L’avvio di questa tecnica avvenne in primis sull’Alfa Romeo 6C 2300B Mille Miglia, una berlinetta formalmente pulita e molto leggera per l’epoca, che di conseguenza vantava di ottime prestazioni nonostante fosse stata concepita verso la fine degli anni Trenta. Debuttò alla Mille Miglia del 1937, e si classificò prima nella categoria Turismo Nazionale e quarta in assoluto. La sua linea elegante, evidenzia in modo invasivo una carrozzeria molto sottile e delicata alla vista, quasi come se veleggiasse sulle sue Quattro ruote a raggi, inconsapevoli del peso che le sovrasta.

la Maserati 3500 GT Touring.
la Maserati 500GT Touring.


La dicitura Superleggera fu presente anche su molti altri cofani di auto italiane, e le più importanti risalgono al periodo post bellico. Partendo dall’Alfa Romeo 6C 2500 e dalla sua versione Villa d’Este, proseguiamo con la Iso Rivolta Grifo, la bellissima Lancia Flaminia GT, la  Maserati 3500 e 5000 GT, nonché le primissime Lamborghini 350 GT e 400 GT 2+2.

Sean Connery e l’Aston Martin DB4, una delle coupé più famose al Mondo.

Ovviamente, il talento italico non rimase inosservato neanche all’estero, dato che molti marchi europei, e non solo, furono interessati e affascinati da questa così drastica innovazione. Inizialmente, le carrozzerie venivano realizzate in Italia e spedite all’estero, con dei costi però molto elevati, spesso svantaggiosi per le case automobilistiche. Il problema fu successivamente risolto, dopo la seconda guerra mondiale, quando Touring concesse per la prima volta alle case straniere l’acquisto del brevetto e la licenza per realizzare le carrozzerie direttamente all’interno delle loro fabbriche estere. La prima ad assicurarsi questo privilegio fu l’inglese Bristol, seguita successivamente da Aston Martin. Di questo prestigioso marchio britannico, spiccano la DB4, DB5 e DB6, tutte realizzate con pannelli in alluminio saldati al telaio, sistema che Touring battezzò con l’avvio della DB4.

una targhetta di licenza estera.


Il successo di questa innovazione venne riconosciuto in tutto il mondo, grazie alle bellissime auto che sfilavano nelle città, e furono attribuiti dei soprannomi a molti modelli che portarono per le strade del mondo il messaggio della genialità italiana. Il percorso della carrozzeria milanese si interruppe nel ‘66, e l’ultima scocca che modellarono, fu quella della Lamborghini 400 GTV soprannominata “Flying Star II”, una stella volante leggera, anzi Superleggera.

la Fiat 124 Cabriolet, ultima realizzazione firmata Touring.

Per la cronaca, una delle nuove sedi di Superpista sarà proprio all’interno della struttura in cui nacque la Fiat 124 Cabriolet, canto del cigno per Touring Superleggera. Coincidenza?

Matteo Torriani | Milano, 19 maggio 2020

Matteo Torriani

matteo.torriani@superpista.it

<div dir="ltr">Matteo Torriani nasce nel 1996 a Segrate. Matura la sua già esistente passione per l'Automobile quando intraprende gli studi</div> <div dir="ltr">universitari in Design e Progettazione.</div> <div dir="ltr">Per vocazione e per professione, ama l’aspetto stilistico dell'Automobile, in relazione al suo studio progettuale, tecnico e meccanico. Bello e Utile, in sintesi.</div> <div dir="ltr">Collabora con Superpista e Youngtimer Italia dal 2020.</div>

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