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in 500, a San Nicola la Strada. - Superpista
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in 500, a San Nicola la Strada

in 500, a San Nicola la Strada.

L’Automobile, per gli appassionati, è qualcosa che va oltre l’oggetto e rappresenta l’Arte, incarnando uno spirito, suscitando emozioni nuove, oppure sensazioni passate.
Qualcuno le colleziona in garage, qualcuno ha una sorta di hangar dedicato alla cura delle sue creature e altri le hanno addirittura in salotto, o appese alla parete.
Noi di Superpista, però, ci rivolgiamo anche a chi usa l’auto non come estensione del proprio ego e quindi non soffre della nostra “malattia”, non condivide la nostra passione ma la vede come mezzo di trasporto.
E dove possiamo farci trasportare in queste belle giornate di inizio estate, dopo mesi di reclusione causa pandemia?
Le maggiori città d’Arte sono, per fortuna, prese d’assalto, così come località balneari o di montagna. Quindi, restiamo in casa? Andiamo a sopportare file chilometriche sotto il sole, per visitare velocemente un museo, solo per poter dire: ”ci sono stato”?


Personalmente, vi suggerirei qualche borgo alternativo magari vicino comunque a mete conosciute, ma di sicuro ancora non inserito in importanti circuiti pubblicitari.

Nel 1991, la FIAT presentò una scatoletta praticissima economica e con un discreto successo di vendite: la Cinquecento (rigorosamente per esteso, a differenza della successiva, arrivata Sedici anni dopo) e una delle pubblicità portava, per il sottofondo musicale, la firma di Eugenio Finardi che, ad un certo punto, cantava: “Cinquecento strade, che portan verso il mare”…
Non potete immaginare nella mente di un bambino, ogni frase, cosa possa far scaturire… E io immaginavo tutte queste strade che poi portavano nella stessa località di villeggiatura (in Cilento). Poi ci si metteva mio padre che, a tavola, mentre il televisore 21 pollici a tubo catodico trasmetteva le ultime fasi della pubblicità aggiungeva: “Eh…tutte le strade portano a Roma”. Provate ad immaginare, nella mia mente, che cosa sarebbe potuto succedere, con questo intreccio di fili sulla cartina geografica!


Quindi, di quale posto posso parlarvi, se non di un borgo (diventato città nel 2005 e con poco piu’ di 20.000 abitanti) che nasce e prende il nome proprio dalla Strada per eccellenza, regina viarum? E la regina viarium è l’Appia, naturalmente…
Si chiama San Nicola la Strada, e si trova in provincia di Caserta ma preferisco dire, per rendere l’ idea di quanto sia strettamente congiunta ad essa, che si sviluppi all’ ombra della Reggia borbonica e del Duomo settecentesco che porta la firma di Pietro Bernasconi e Carlo Patturelli, che parteciparono al progetto della Reggia di Caserta, chiamati da Carlo III di Borbone.

Perché andare a San Nicola la Strada, e come ci si arriva?

E’ una cittadina non inserita, come purtroppo tante perle d’Italia, nei circuiti turistici tradizionali. Se da un lato fa male al cuore, dall’altro ha di buono che queste righe possono incuriosire chi ancora non fosse passato di qui, e portarlo a scoprire angoli di paradiso ad un costo accessibile.


La parte edificata non è molto estesa, e questo consente di parcheggiare facilmente in uno dei tanti spazi gratuiti o a pagamento, e percorrerla a piedi godendo delle sue architetture, in particolare neoclassiche, strettamente legate al vicinissimo Palazzo Reale o al Molino Palomba, e anche alle “casermette” (avamposto dei militari americani durante la Seconda Guerra Mondiale, tra cui il padre del Presidente Americano Bill Clinton che, in occasione del G7 del 1994, volle visitarle); ma esempi architettonici anche molto piu’ antichi, come i resti in Via Grotta e la colonna romana, in prossimità della Chiesa di Santa Maria degli Angeli.


Il panorama monumentale è vasto, anche se ancora non fruibile, perché non valorizzato e perché testimonia un passato molto variegato in quanto inizialmente questa cittadina, prima ancora che essere un borgo comodo al Re Carlo e al figlio Ferdinando per la lavorazione del tufo e per l’ allevamento di cani da caccia, era un susseguirsi di accampamenti di milizie e mercanti che, da Roma, si dirigevano a Brindisi lungo la Via Appia.
Troviamo quindi tante testimonianze, ma in punti diversi della città e nascoste da moderni palazzi (penso, ad esempio, alla “fontana carolina” in Via Santa Croce).


Tra l’ imponente chiesa a Tre navate e la chiesa piccola, a navata unica, di Santa Maria delle Grazie, troviamo il Real Convitto Borbonico.
La sosta è consigliatissima anche solo per rifocillarsi, durante le tappe di un viaggio, oppure come breve uscita dalla routine perché, all’interno della città, troviamo Due grandi polmoni: proprio dietro il Real Convitto, troviamo la Villa Comunale, che consente di sentirsi in vacanza all’istante grazie alle diverse specie arboree, con ricca fauna, stazione metereologica e anfiteatro. Un altro polmone si trova sull’asse viario che, dal portone principale della Reggia di Caserta, conduceva a Napoli ed è la “Rotonda”, moderna piazza proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria della Pietà, che con l’ imponente scala e la facciata costituita da timpano e colonn,e conferisce un’ aura dalla scenografia unica a tutto il contesto.
San Nicola la Strada è famosa, però, per la compagine sportiva: oltre alla festa per il Santo patrono (San Nicola cade il 6 dicembre ma si festeggia il martedì dopo Pasqua) è meta di curiosi e appassionati per la maratona che, dal 2005, attraversa la città in giugno e per le squadre di calcio e pallacanestro, nonché per il palazzetto del ping pong, tra i piu’ grandi in Italia.


A questo punto, dopo tanto girare, non vi è venuto un leggero languorino?
San Nicola la Strada vanta locali per intrattenimento e per soddisfare il palato di ogni tipo, in qualunque fascia di prezzo e in ogni angolo, e potete fare le ore piccole perché si puo’ alloggiare in eleganti e accoglienti strutture! Un’ ultima cosa: prima di passare avvisateci!

Virgilio Vaccari. Caserta | 12 luglio 2020.

Virgilio Vaccari

virgilio.vaccari@superpista.it

In Inghilterra fervono i festeggiamenti per l’ 82mo compleanno della “queen mum” Elisabetta I… In America un giovanotto che si chiama Barack Obama compie 22 anni… A Roma nasce il Primo Governo Craxi… Sul vassoio che risponde a nome di campania felix e su cui si poggia una bomboniera di nome Caserta, sempre in quel 4 agosto 1983, un batuffolo peloso e nero decide di presentarsi al mondo e in onore del nonno,  a cui pare somigli solo in altezza simpatia e orientamento al risultato, viene chiamato Virgilio Vaccari! I genitori dopo avergli regalato nome e cognome appendono nella umile cameretta uno specchio con una stampa vintage che ritrae un uomo e una donna eleganti, Lui che accompagna Lei verso una fiammante autovettura e in basso c’ è scritto “un uomo si riconosce dalla propria automobile”…aeeehhh…e che regalo: l’ emblema di un’ esistenza trascorsa alla spasmodica ricerca di qualunque notizia riguardo le auto e ad inventare modi onesti per meritarne una che lo rappresenti in modo da potersi proporre al sesso opposto! A questo punto i regali finiscono e a 14 anni capisce pure che non è il caso di provare a diventare pilota per questo vira all’ inseguimento di un’ altra grande passione con la segreta intenzione di arrivare lo stesso, per vie E traverse a fare qualcosa per l’ automobile: questa passione è l’ architettura e infatti vi si dedica animo e…no, solo animo, e a 23 anni consegue la laurea in architettura e nel 2007 consegue l’ abilitazione alla Professione e si iscrive all’ Albo degli Architetti di Caserta e siede in Commissione Design. Considerata l’attenzione green verso la carta e l’inchiostro…ci fermiamo qui, tanto lo conoscerete sfogliandoci!

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