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la prima vera Peugeot pop – Superpista
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la prima vera Peugeot pop

La Peugeot 104 è un’auto molto importante nella storia della Casa del Leone, forse più dell’erede
205, le cui tre cifre sono considerate il “numero sacro”
per antonomasia del costruttore francese.
Presentata ufficialmente al Salone di Parigi del 1972, la Peugeot 104 era totalmente differente dalle
utilitarie dell’epoca. Merito soprattutto dello stile della carrozzeria, firmata dall’atelier italiano
Pininfarina, ma soprattutto della configurazione a Quattro porte che la rendevano “l’auto a 4 porte
più compatta d’Europa”.

la campagna con la quale la Peugeot venne svelata, al Mondo. Fu una delle risposte più credibili al successo inarrestabile della Fiat 127, dominatrice del mercato europeo.
reportage del 1976, opera di Peugeot Italia, sulle strade del Golfo del Tigullio, da Portofino a Lavagna. La 104 del servizio monta una delle ultime targhe quadrotte e, purtroppo, non è più in circolazione. Morta.

Inoltre, fu l’auto giusta per affrontare la crisi petrolifera che attanagliò gli
anni ’70.
Il successo sul mercato italiano fu strepitoso, dato che la 104 consentì a Peugeot di
incrementare le proprie vendite, fino a quel momento piuttosto marginali, nonostante l’exploit della 204, nelle zone più popolari del listino di allora.
Inizialmente, la Peugeot 104 era disponibile nell’allestimento unico con il motore a benzina 1000 a
Quattro cilindri, da 45 CV di potenza. La prima novità sopraggiunse già nel 1973, con il modello 104
Z, ovvero la variante a tre porte dalla vocazione sportiva, più compatta e
riconoscibile, soprattutto per il passo accorciato a 223 cm, rispetto all’interasse standard di 242 cm.

servizio fotografico del 1972, prodotta da Peugeot Italia. Senza dubbio, la filiale italiana è una delle più attive, in assoluto.
il 3/4 posteriore rivela la purezza delle linee, molto tese. Riconoscibile il tratto di Paolo Martin, già autore della Fiat 130 Coupe.


Nel 1974, la Peugeot 104 a Quattro porte fu proposta negli allestimenti L e GL. L’anno seguente,
invece, la 104 a tre porte fu commercializzata nelle declinazioni ZL e ZS, quest’ultima con il
propulsore 1100 da 68 CV di potenza. Altre novità furono introdotte nel 1976, con l’unità 1100 da
57 CV di potenza, disponibile in abbinamento agli allestimenti GL6 ed SL, per la variante standard
della 104 che, nel frattempo, aveva adottato la più pratica carrozzeria a cinque porte, per meglio competere con la versione dotata di portellone della Fiat 127.

la splendida versione Rallye.
gli splendidi interni della 104. Il comfort, tipicamente francese, era il tratto caratteristico di tutti gli allestimenti.


La gamma della Peugeot 104 fu totalmente rivoluzionata nel 1979, con le motorizzazioni 1000 da
45 CV per gli allestimenti GL e ZL, 1100 da 57 CV per le declinazioni GR e ZR, 1200 anch’essa da
57 CV per la configurazione SR e 1400 da 72 CV di potenza per le versioni S e ZS. Nel 1981, in
occasione dell’ultimo aggiornamento, gli allestimenti GR e ZR furono proposti anche con il
‘sempreverde’ motore 1000 da 45 CV.

Con il debutto della 205, nel 1983, la storica utilitaria della
Casa del Leone imboccò il viale del tramonto e abbandonò il mercato italiano Due anni più tardi, cannibalizzata anche dalla concorrenza interna dell’altrettanto esanime Talbot Samba, il cui ballo era finito da un po’.

la maneggevolezza era una delle doti principali della Peugeot 104, come enfatizzato anche dal depliant. Tuttavia, senza servosterzo, oggi apparirebbe al limite dell’inguidabile, ma tutto è relativo.

La definitiva uscita di scena della Peugeot 104 risale al 1988, con l’addio al mercato francese, dove rivestiva il ruolo di “primo prezzo”.
Nella storia della Peugeot 104 non mancano derivazioni sul tema, come gli interessanti prototipi
ZS+ e Peugette del 1976, oppure la mai nata 104 Break con la carrozzeria station wagon. Inoltre,
questa vettura ha sfruttato molto la moda delle versioni speciali, con la Sundgau
del 1978, prodotta in soli 1.200 esemplari. Successivamente, sono state introdotte anche altre
speciali declinazioni con le denominazioni Plus Serie, Style Z e GL Cristal. Per l’Italia, il must era la Ecò, sportiveggiante e lussuosa al contempo.


La Peugeot 104 è stata importante anche per le sinergie del gruppo automobilistico PSA, in quanto
la piattaforma della utilitaria francese fu utilizzata dal Double Chevron per la Visa,
che debuttò nel 1978. Inoltre, la casa del Double Chevron produsse anche la gemella della 104 a Tre porte, ovvero la LN del 1976, equipaggiata con il
classico propulsore bicilindrico 600 di cilindrata, poi incrementata a 650 con la LNA del 1979.

la Talbot Samba Cabriolet: l’ultimo rilancio, per il marchio divenuto di proprietà di PSA. Nella prima metà degli anni ’80, divenne un must. Poi uscì la Peugeot 205 Cabriolet, di Pininfarina.

Dal punto di vista collezionistico, molto interessante è la speciale Citroen LNA Pepita del 1983. Circa la 104, senza dubbio, l’introvabile Ecò.
La già citata Talbot Samba del 1981, invece, rappresenta l’altra gemella della 104 a tre porte, proposta anche
come Samba Cabriolet con le unità 1100 da 50 CV e 1300 da 72 CV. Tuttavia, la variante berlina fu
molto gettonata nelle versioni sportive, come la speciale Sympa con il motore 1300 da 80cv e, soprattutto, la più prestante Rally, con il propulsore 1200 da ben 90cv di potenza.

la Samba Sympa: ebbe un certo successo, in Italia. Il prezzo accessibile e la dotazione di serie ne decretarono un caso.

Per una completa ed esaustiva informazione sulla Peugeot 104, si consiglia la lettura del libro di Aurélien Charlie: “la Peugeot 104 de non père”, disponibile su Amazon, al seguente link: https://www.amazon.it/Peugeot-104-mon-père/dp/2726889093

Dario Montrone. Conversano, 8 aprile 2021.

Dario Montrone

dario.montrone@superpista.it

Quando ero bambino, leggevo soprattutto…TOPOLINO! Si, perché stando alle biografie di giovani e saccenti giornalisti del settore auto, loro erano già avanti per poter leggere i fumetti ed entravano nelle edicole solo per comprare riviste specializzate, in quanto esseri superiori e destinati solamente per questo ad intraprendere la via del giornalismo automobilistico. Per quanto riguarda il sottoscritto, Dario Montrone da Conversano (BA), potrei raccontare tante vicissitudini, ma mi limito a dire che ho cominciato a scrivere di auto sul web nel 2001, ai tempi del liceo. L’attività di giornalista freelance, tuttavia, è iniziata ufficialmente nel 2009, poco dopo la laurea in Marketing & Comunicazione. Essendo molto interessato alle auto d’epoca, ho scritto due libri sull’argomento: “Auto Storiche Italiane” e “Auto Europee Anni ‘80”. Per il resto, cerco di divertirmi con altri hobby, come mototurismo e modellismo.

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